Dopo la Francia, una nuova ondata di attacchi ai sistemi di refrigerazione dei supermercati ha colpito Belgio, Svezia, Estonia, Finlandia, Irlanda e Paesi Bassi, con temperature dei frigoriferi portate fino a 50 gradi.
L’attacco è arrivato anche in Italia, con almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo coinvolti.
Episodi che riportano al centro gli impatti del rischio informatico sulla filiera alimentare e sui bisogni essenziali delle persone.
Non si tratta di un rischio episodico.
Nel 2025 l’Italia ha registrato 507 incidenti cyber gravi e di dominio pubblico, contro i 357 del 2024 (+42%), concentrando il 9,6% dei 5.265 casi censiti a livello globale: quasi un attacco su dieci.
Sono i dati del Rapporto Clusit 2026 ripresi dal report Deloitte “Cybersecurity, Frodi e Data Privacy”, che individua nella convergenza tra sistemi IT e OT il fattore che trasforma gli incidenti informatici in fermi operativi e nelle PMI l’anello più debole delle filiere.
“Colpire la filiera alimentare significa mettere a rischio non soltanto merci e operatività aziendale, ma anche la disponibilità di beni essenziali per le persone – afferma Fabio Battelli, Enterprise Security Leader di Deloitte.
La cybersecurity assume così una dimensione economica e sociale che richiede ai vertici di integrare sicurezza informatica e continuità operativa: partire dai processi più critici, presidiare impianti connessi e accessi dei fornitori, formare le persone e testare procedure di risposta e ripristino anche nei singoli punti vendita.
La resilienza deve diventare una capacità operativa governata dal management, da costruire insieme alle istituzioni attraverso una condivisione tempestiva delle informazioni sulle minacce”.
“La catena del freddo, alla luce degli attacchi registrati tra ottobre e l’inizio di questo mese, rimane il bersaglio più attuale.
Su questo fronte, Forescout conta 12.976 servizi di controllo della refrigerazione raggiungibili da Internet in 99 Paesi e registra, dall’inizio del 2026, oltre 20 attacchi rivendicati a impianti frigoriferi, soprattutto in Europa (Italia compresa).
Il rischio non coinvolge solo la grande distribuzione: come osservato dal direttore generale dell’ANSSI, l’agenzia nazionale francese per la sicurezza dei sistemi informativi, gli stessi apparati sono diffusi anche nel settore sanitario – dichiara Francesco Tozzi, Emerging Technologies Cyber Leader.
“Allargando la lente all’infrastruttura digitale, secondo il SonicWall Cyber Protect Report 2026, nel 2025 gli attacchi ai dispositivi fisici (IoT) sono cresciuti dell’11%, arrivando a 610 milioni di rilevazioni e nello specifico (fonte: Zscaler ThreatLabz) i settori manifatturiero e trasporti assorbono ciascuno il 20,2% del malware IoT.
In Italia, quasi l’86% degli 87 milioni di eventi malevoli rilevati sulla rete Fastweb e riportati da Clusit è legato a botnet e malware che colpiscono nello specifico dispositivi IoT destinati ai consumatori”.
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