I leader dell’Ue “accettano la sfida di Enrico Letta di passare da un mercato unico incompleto a ‘un mercato unico per un’Europa unica’. È urgente e deve essere fatto nel 2026 e nel 2027”.
Lo assicura il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, al termine del vertice informale tenutosi nel castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen (Limburgo, Fiandre), dedicato ai temi della competitività.
Il vertice informale di oggi ad Alden-Biesen, prosegue, ha portato “nuova energia e un senso di urgenza condiviso” attorno all’obiettivo di migliorare il mercato unico. E, “soprattutto, oggi abbiamo aperto la strada all’accordo su azioni concrete in occasione del Consiglio Europeo di marzo. C’è un accordo unanime per continuare a portare avanti il nostro ambizioso programma di semplificazione”.
Inoltre, ha aggiunto Costa, “siamo tutti d’accordo sull’importanza di procedere rapidamente, quest’anno, con il 28esimo regime, per garantire che le nostre aziende possano operare senza problemi nei nostri 27 Stati membri con un unico insieme di regole aziendali semplici”.
Costa ha avvertito “un consenso sul fatto che, in alcuni settori come le telecomunicazioni, dovremmo consentire un certo grado di consolidamento aziendale, per raggiungere i livelli necessari di investimento e innovazione. I leader vogliono che emergano veri campioni europei in settori strategici. La revisione in corso delle linee guida sulle fusioni gioca un ruolo importante in questo senso”.
Sui prezzi dell’elettricità, “la transizione energetica rimane la migliore strategia a lungo termine per l’Europa per raggiungere l’autonomia strategica e abbassare i prezzi. Ma nel frattempo abbiamo bisogno di soluzioni concrete, che si concentrino sulle sfide specifiche degli Stati membri e di alcuni settori industriali. Lavorando a stretto contatto con la Commissione, esamineremo misure concrete nel nostro prossimo Consiglio Europeo di marzo”.
Sulla protezione delle industrie strategiche e sulla riduzione delle dipendenze, “esiste un’ampia comprensione condivisa dell’importanza strategica, per l’Europa, di proteggere e rafforzare determinati settori”, come “la difesa, lo spazio, le tecnologie pulite, la tecnologia quantistica, l’intelligenza artificiale e i sistemi di pagamento. Mapperemo e identificheremo le nostre dipendenze e le affronteremo, attraverso una strategia di diversificazione”.








