“Per ora abbiamo chiesto l’autonomia in quattro settori, ma se ne aggiungeranno altri”.
Lo annuncia, in un’intervista al Sole 24 Ore, Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, dopo che la Camera ha approvato la risoluzione sulle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di autonomia.
“Chiediamo la gestione autonoma nella tutela della salute, nella previdenza, nella protezione civile e nelle professioni, intese come qualifiche professionali”, spiega Stefani, che aggiunge: “Andremo a chiedere anche l’autonomia per istruzione, ricerca scientifica e politiche del lavoro”.
Il presidente è fiducioso che il processo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, i Lep, procederà “più spedito del previsto”.
“Intanto le nostre richieste in Veneto passeranno da una delibera già entro la fine del 2026 e lo schema definitivo vogliamo realizzarlo entro il 2027”, sottolinea Stefani.
Sul perché un cittadino dovrebbe sentirsi più garantito dal Governo regionale piuttosto che da quello centrale, Stefani risponde: “Perché i nostri governatori vogliono assumersi delle responsabilità in più, senza guadagnarci niente, e perché la vicinanza al territorio e la conoscenza delle sue caratteristiche danno maggiori garanzie”.
Per il presidente non c’è il rischio di spaccare in due il Paese.
“La capacità economica delle regioni autonome migliorerà senza togliere nulla al Sud”, sostiene Stefani, il quale afferma che qualcuno nel Mezzogiorno è interessato: “Ma per ora non lo dirò. Abbiamo però delle interlocuzioni”.








