Augusto Minzolini sul Giornale cita i dati sugli arrivi dei migranti e sui rimpatri e osserva che “con ritmi simili, è evidente che nei prossimi mesi la situazione diventerà insostenibile.
Soprattutto sono le difficoltà, che si riscontrano nell’utilizzo dello strumento del rimpatrio che debbono preoccupare, perché a parte la capacità di bloccare i barconi degli scafisti in partenza, l’unico modo per controllare i flussi clandestini evitando tragedie in mare e, contemporaneamente, dissuadere dal partire chi è privo dei requisiti per essere accolto, è l’efficienza della macchina statale nel rispedire gli immigrati nei loro Paesi di origine.
Solo che – sottolinea il direttore – fino a quando l’Europa non si darà una mossa e non si riuscirà a creare una rete di relazioni per bloccare i barconi prima che si mettano in mare, l’Italia dovrà provvedere da sola e puntare in particolar modo sui rimpatri.
Ecco perché è necessario snellire le procedure legali e giudiziarie per identificare i clandestini e decidere del loro futuro: più i tempi sono lunghi e più si creano le condizioni per un’accoglienza di fatto.
Anche perché non abbiamo strutture capaci di gestire la permanenza sul nostro territorio per impedire che gli immigrati clandestini dopo qualche mese si dileguino.
Sono tutti limiti che forse suggeriscono l’idea di mettere in piedi un’organizzazione ad hoc che si occupi esclusivamente del problema dell’immigrazione, dato che non si tratta di un’emergenza ma di un problema che ci accompagnerà nei prossimi decenni.
Più o meno come avviene in altri Paesi a cominciare dagli Stati Uniti.
Insomma, un organismo con mezzi e risorse che affronti tutte le problematiche.
Una struttura organizzata in modo tale – conclude – che non cambi politica a seconda del colore del governo del momento.
Affrontando il tema dell’immigrazione secondo logiche concrete e pragmatiche e spogliandolo di ogni aspetto ideologico”.








