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Vito Miceli (presidente Anceferr): «Opere del Pnrr siano realizzate da imprese di qualità, non solo quelle grandi»

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Il presidente dell’Anceferr, Vito Miceli, ha rivolto un appello al governo rispetto alle opere previste per il Recovery Plan, nel corso del convegno “L’impresa Pnrr. Per una infrastruttura sostenibile”. Il numero uno dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili e Ferroviarie, che raccoglie le maggiori imprese qualificate da Rete Ferroviaria Italiana per l’esecuzione delle opere civili alla sede ferroviaria e alle gallerie su linee in esercizio, si augura che la scelta delle imprese che realizzeranno le opere sia all’insegna della qualità e non della grandezza.

«L’impresa Pnrr ha già le sue basi: qualità, rispetto del lavoro, sostenibilità, sono le fondamenta della nostra associazione. Bisogna ricalibrare le gare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza perché le infrastrutture di qualità che realizziamo o ammoderniamo oggi e che disegneranno il futuro dell’Italia, siano realizzate da imprese di qualità, da tutte le imprese di qualità, non soltanto quelle grandi».

Durante il convegno, aperto dal saluto del ministro per le Infrastrutture e le Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, sono intervenuti, tra gli altri: il viceministro del dicastero delle Infrastrutture, Alessandro Morelli, la Sottosegretaria di Stato al Mef, Alessandra Sartore, la presidente della Commissione trasporti di Montecitorio, Raffaella Paita, l’Amministratrice Delegata e Direttrice Generale Vera Fiorani, il direttore dell’Ansfisa, Domenico De Bartolomeo, il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi; il presidente dell’Ance, Gabriele Buia. 

Miceli ha risposto al ministro Giovannini, intervenuto all’inizio con un saluto. «Anceferr non è mai stata e non starà nella retroguardia saremo sulla frontiera dell’innovazione e dei diritti per un’infrastruttura ferroviaria sicura e sostenibile. In questo lungo e difficile periodo non abbiamo fatto richieste, ma abbiamo cercato di dare perché di questo c’era bisogno non abbiamo alzato la voce, ma sommessamente suggerito soluzioni».

«Ora però chiediamo che alcune gare ferroviarie del Pnrr siano dimensionate per permettere la partecipazione delle imprese Anceferr, di semplificare davvero e non soltanto per le opere Pnrr, non soltanto fino al 2026; di predisporre nella legge di Bilancio, strutturalmente, somme destinate alla manutenzione, al recupero funzionale, statico e messa in sicurezza delle opere civili con particolare riguardo alla sede ferroviaria, al dissesto dei rilevati, delle trincee e dei pendii, al rafforzamento dei ponti e al consolidamento e adeguamento delle gallerie. Con obbligo di spesa nell’anno nell’esercizio; di intervenire subito sul caro materiali perché l’aumento delle materie prime mette a repentaglio le imprese e la ripresa», conclude il numero uno di Anceferr.

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