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Pnrr e Giustizia: ecco il bilancio 2025 | L’analisi di Luciano Panzani

Il Pnrr per il settore giustizia ha rappresentato un programma ambizioso. Si voleva migliorare nettamente il funzionamento della giustizia e la percezione della qualità da parte dei cittadini, rimuovendo le cause di una lentezza secolare. Il piano aveva una prospettiva pluriennale e, sia pur con alcuni caveat che riguardavano soprattutto il tempo a venire dopo la conclusione del programma, pareva che potesse essere attuato.

Il 30 giugno prossimo scade il termine finale per l’attuazione del Pnrr. Il tema sarà affrontato dal Ministro Nordio nella relazione sullo stato della giustizia e dai massimi vertici della magistratura a fine mese, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

I risultati del Pnrr non sono negativi, ma neppure del tutto positivi, perché non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. La digitalizzazione del processo penale di primo grado non è stata completata entro la data prevista del dicembre 2025, se non altro in conseguenza del fallito passaggio dal doppio binario analogico/digitale al deposito integralmente telematico degli atti attraverso l’applicativo APP a partire dal primo gennaio 2025, che aveva spinto numerosi presidenti di Corte d’appello a sospendere l’utilizzo del programma.

Sono comunque in corso numerosi progetti di implementazione dell’informatizzazione sia del processo penale che del processo civile e del livello di sicurezza delle reti informatiche. Tra questi va ricordata l’attuazione del c.d. Data Lake che riguarda l’anonimizzazione delle sentenze civili e penali; il monitoraggio del lavoro degli uffici giudiziari; l’analisi degli orientamenti giurisprudenziali civili e penali; le statistiche avanzate sui processi civili e penali; il sistema automatizzato di identificazione del rapporto vittima-autore.

Per quel che riguarda l’edilizia giudiziaria, che costituiva un’importante voce di spesa del Pnrr, secondo dati del Ministero della Giustizia aggiornati ad ottobre 2025, su 411 milioni stanziati ne sono stati spesi 223. Quasi tutti gli interventi sono di manutenzione ed efficientamento energetico di edifici esistenti (rifacimento tetti, pulizia facciate, sostituzione infissi, ecc.).

Si tratta in totale di 61 interventi, affidati quasi interamente ai Provveditorati Regionali delle Opere Pubbliche. Solo alcune opere di maggior rilievo, che implicano parziali ristrutturazioni di edifici esistenti, sono affidate al Demanio. Non è chiaro se le opere saranno completate entro giugno.

La maggior parte degli interventi era indispensabile, ma per lo più non si è andati al di là della manutenzione straordinaria dell’esistente.

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