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Vincenzo Salvatore (Presidente Conferenza Dei Collegi Universitari di Merito): «Auspico che l’attenzione di Draghi alla formazione si traduca presto in occasioni di collaborazione»

«Il forte e giusto richiamo di Mario Draghi nell’odierno discorso al Senato alla necessità di valorizzare il capitale umano, il merito, la formazione e l’università, senza sprecare risorse essenziali per il futuro dei giovani, è molto positivo perché conferma che questi temi sono considerati prioritari dal governo e che devono essere messi al centro del piano di investimenti legato al Recovery Fund, non con contributi a pioggia, ma con interventi puntuali che premino gli studenti migliori e la qualità della formazione». A sostenerlo è Vincenzo Salvatore, Presidente della Conferenza Dei Collegi Universitari di Merito (CCUM).

«Ogni laureato rappresenta una risorsa e una spinta alla crescita del Paese in particolare quando il suo percorso di studi è spendibile sul mondo del lavoro e si conclude nei tempi previsti. Oggi solo il 27,7% dei cittadini italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato (la media europea è del 40%) e solamente il 50,9% dei neolaureati italiani trova lavoro a un anno dalla laurea (la media europea è del 74%)».

«L’auspicio è che l’attenzione dimostrata da Mario Draghi verso la qualità della formazione e lo sviluppo del capitale umano possa tradursi presto in occasioni di collaborazione con le istituzioni già oggi impegnate nella valorizzazione del merito come i migliori Atenei, le Scuole Superiori Universitarie e i Collegi Universitari di Merito».

«Un dato che emerge dall’esperienza formativa dei Collegi Universitari di Merito offre uno spunto ulteriore di riflessione sul valore della formazione per il futuro dei ragazzi e del Paese. Il 97,5% dei laureati che escono dai Collegi trova lavoro a un anno dalla laurea contro la media del 50,9% dei laureati italiani».

«Inserendosi nel mondo del lavoro con anticipo, i 500 collegiali che si laureano ogni anno contribuiscono al Prodotto Interno Lordo per 16,8 milioni di euro, come calcolato dalla Fondazione House Ambrosetti che ha ricavato questa cifra confrontando i tempi di inserimento nel lavoro degli ex  collegiali con la produttività mensile media di un neolaureato italiano».

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