Veronica De Romanis lancia una proposta per togliere le tasse ai servizi aiutandone la ripresa.
“I pacchetti di aiuti europei, sia per l’emergenza sia per la ricostruzione, sono stati disegnati oramai mesi fa. In particolare, il compromesso sul Next Generation Eu è stato trovato a inizio luglio. In quel periodo, gli oltre 1400 miliardi di euro messi a disposizione dall’Europa sembravano più che sufficienti”.
“Dopo settimane di lockdown, prevaleva la convinzione che il virus – almeno nella sua forma più grave – fosse stato ormai domato. Purtroppo, non è andata così” scrive in un editoriale su La Stampa.
“La pandemia è ancora in corso. L’Europa si trova ad affrontare una seconda ondata, per alcuni versi più grave della prima. Le più recenti previsioni della Commissione europea stimano una caduta del Pil italiano che sfiora il 10 per cento e una ripresa nel biennio 2021-2022 tra le più lente della zona euro e pari a circa il 3 per cento”.
“A fronte di un simile peggioramento e considerato il peso del già elevatissimo stock di debito pubblico, lo spazio di manovra è sempre più limitato“.
“Eppure, mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di garantire sostegni adeguati a chi ha più bisogno” prosegue.
“L’Europa ha messo a disposizione circa 300 miliardi di aiuti destinati all’emergenza”.
“Tuttavia, se il virus continuasse la sua corsa ai ritmi attuali, tali misure potrebbe rivelarsi inadeguate“.
“Lo scopo sarebbe quello di consentire agli operatori di non pagare imposte e tributi per un periodo di tempo limitato ma non breve, coprendo con le risorse europee l’ammanco delle entrate statali. Un vero ristoro fiscale“.
“Non un pannicello caldo. In Italia, ad esempio, come ha spiegato il vice ministro all’Economia, Antonio Misiani, (Corriere della Sera del 9 novembre) è previsto unicamente «uno spostamento della scadenza dei versamenti Iva, ritenute, contributi ed Imu per i soggetti più interessati dalle chiusure».
Solo un rinvio, quindi, in attesa della agognata ripresa.
“Tale proposta di una cancellazione temporanea delle incombenze tributarie a favore del settore dei servizi è utile per tutti”.
“I Paesi del Sud, che sono esportatori netti di servizi, godrebbero di un vantaggio fiscale, quelli del Nord di servizi meno onerosi quando il turismo tornerà alla normalità”.
“L’Italia sarebbe tra coloro che ne trarrebbero il beneficio maggiore considerato il peso del settore nell’economia e il minor costo del debito europeo rispetto a quello nazionale”.
“Infine, visto che questo debito dovrebbe essere usato solo per i servizi, attivarlo sarebbe una dimostrazione evidente dell’impegno del governo nei confronti di una categoria così pesantemente colpita”.








