Un paese di 2 mila anime abbarbicato sulle colline genovesi che si chiama Leivi e un’azienda piccola, 15 dipendenti in tutto, che annovera tra i suoi clienti colossi come Eni, Fincantieri e Grimaldi.
E adesso c’è anche la Cina, con i cantieri Shanghai Waigaoquiao Shipbuilding che fanno parte del China State Shipbulding Corporation.
Una commessa da 600 mila euro (oltre 4 milioni di Renminbi, la valuta cinese) per la Sanitrade di Leivi che ha fornito ai cantieri cruise cinesi una sofisticata tecnologia sviluppata dagli ingegneri della piccola azienda genovese: si tratta di macchinari computerizzati per i trattamenti delle acque di bordo e di sistemi di water drainage.
“Qualche ostacolo l’abbiamo avuto – ha detto Giuseppe Andreola, a.d della Sanitrade – a partire dalla burocrazia e dal mercato che in Cina è di fatto chiuso. Poi c’è stato l’ostacolo finanziario perché questo progetto è stato totalmente autofinanziato.
Infine la questione logistica: Leivi è un paesino abbarbicato sulle colline, non è Genova che ha il porto a due passi e far arrivare la merce al porto non è stato facilissimo. Comunque è andata, il canale è aperto”.
L’azienda adesso sta formando i tecnici cinesi all’installazione e utilizzo dei macchinari: “facciamo lezioni su wechat (il whatsapp cinese, ndr) in videocall – ha detto Andreola – sia per quanto riguarda l’installazione che per il funzionamento e la manutenzione”.
Vendere tecnologia alla Cina “è una bella soddisfazione – ha concluso l’ad di Sanitrade -.
Sul prossimo ordine dovremo pensare a qualcosa di nuovo o aggiungere qualche particolare in più al sistema per evitare plagi e sostanzialmente batterli sul tempo”. Le trattative sono già avviate.








