Potenziale incremento della produttività del 25% e trasformazione fino al 40% delle ore lavorate.
Sono alcuni impatti dell’intelligenza artificiale generativa sulle utility, emersi nell’analisi di Agici-Accenture che verrà presentata al workshop “Le utilities nell’era della generative AI: ottimizzazione, competitività e gestione degli asset”, alla presenza dei top manager delle principali aziende del settore.
“La generative AI”, spiega al Sole 24 Ore Claudio Arcudi, responsabile dell’Industry Group Energy e Utility in Europa di Accenture, “rappresenta un fattore trasformativo dirompente per il mondo delle utility e consentirà a tutti gli attori del mercato di ripensare radicalmente il modo in cui si svolgono processi e modalità di interazione.
Nel comparto, in Italia, fino al 40% delle ore lavorate sarà trasformato grazie all’adozione di soluzioni di automazione all’avanguardia e al miglioramento delle attività più a valore”.
Inoltre, prosegue, “l’83% dei ceo delle utility nel mondo sta iniziando a comprendere come utilizzare la gen AI.
È fondamentale che le aziende investano in formazione, per cogliere appieno questo fattore di competitività fondamentale”.
“La crescente centralità dell’efficienza energetica, delle rinnovabili, dell’economia circolare e della gestione delle acque in Europa e in Italia ha ampliato, rispetto al passato, il perimetro delle attività svolte dalle utility.
Aprirsi alla rivoluzione della gen AI sarà quindi funzionale alla gestione di questa complessità, favorendo anche un aumento della produttività”, aggiunge Marco Carta, ad di Agici.
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