Il professor Aristide Police insegna Diritto Amministrativo all’Università di Roma 2 e alla Luiss propone di abolire le gare di appalto aperte per uno o due anni, per accelerare le opere pubbliche derogando ad alcune garanzie, ma rispettando le norme europee.
Lo sostiene in un intervento pubblicato sul quotidiano La Repubblica.
“Noi proponiamo che la gara sia sostituita da una procedura negoziata, senza bando per lavori sotto la soglia comunitaria, e con pubblicazione di bando sopra la soglia”.
Questo però non vuol dire applicare il modello Genova alle opere pubbliche, perché quella soluzione non solo ha eliminato la gara, ma non ha neppure previsto una procedura negoziata.
Un’altra proposta riguarda l’impossibilità per il giudice di bloccare un contratto in caso di vizio di legittimità. Viene così preclusa al giudice la possibilità di dichiarare l’inefficacia di un contratto già stipulato: “I lavori andranno avanti lo stesso e se c’è un vizio formale, il giudice disporrà un risarcimento”.
Infine il prof. Police propone di tornare all’appalto integrato, dove progettazione ed esecuzione siano in capo allo stesso soggetto. “Il Codice degli appalti aveva previsto che le stazioni appaltanti fossero razionalizzate e ridotte. Cosa che non è avvenuta, cosicché molte amministrazioni oggi non sono in grado di fare i progetti”.
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