Entro la prima metà dell’anno il matrimonio Euronext – Borsa italiana si farà. Questo è l’auspicio del ceo Stéphane Boujnah, intervistato dal Corriere della Sera, che racconta la sua visione sul matrimonio con Piazza Affari. Euronext ha chiuso il bilancio con 884,3 milioni di ricavi (+30,2%) e un utile di 315,5 milioni (dai 222 milioni del 2019, +42,1%), ma nei prossimi mesi l’attenzione sarà tutta incentrata su Milano.
«La transazione sta procedendo come pianificato. Rimangono alcuni passaggi di approvazione: il giudizio della Consob, del collegio dei regolatori di Euronext e di Paesi in cui sono allocati alcuni asset di Borsa Italiana, come Francia, Belgio e Regno Unito, così come il via libera della Commissione Ue. Direi fin qui tutto bene: prevediamo di completare l’operazione nel corso del primo semestre».
L’acquisizione porterà notevoli benefici per Borsa italiana. «Piazza Affari è una Borsa di grande successo, siamo orgogliosi di accoglierla nella famiglia Euronext. Crediamo sia una transizione naturale e che sotto molti aspetti il suo ingresso nel modello federale di Euronext sarà un acceleratore della Capital Market Union. Può davvero essere un punto di svolta per i mercati europei e italiano».
Soprattutto per quanto riguarda la visibilità per le aziende italiane, che saranno appetibili grazie all’apporto di Euronext. «L’incremento della visibilità degli emittenti è il primo effetto che si verifica con l’ingresso delle Borse nella federazione Euronext, lo abbiamo già visto in Irlanda e in Norvegia. Per le aziende italiane sarà sorprendentemente facile essere raggiunte da investitori stranieri. Ogni investitore avrà accesso alle società italiane e questo farà aumentare i volumi e la liquidità della Borsa. La liquidità è una componente fondamentale per i mercati dei capitali perché significa avere più opportunità di vendita e acquisto. E maggiori sono le dimensioni del mercato, migliore è la liquidità».
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