L’ultima fase dell’esperienza di Carlos Tavares come CEO di Stellantis “sarà ricordata per i suoi scontri con fornitori e concessionari su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico, mentre perseguiva ostinatamente l’obiettivo irrealistico di raggiungere margini persistenti di profitto a due cifre”.
È il secco giudizio della ‘bibbia’ del settore, ‘Automotive News‘ il giorno dopo l’addio del manager franco-portoghese, che ha scosso le fondamenta del gruppo nato nel 2021.
Va detto che in una giornata in cui il titolo Stellantis è arrivato a perdere il 10%, non tutti gli analisti credono in un futuro ‘buio’ per il gruppo nato nel 2021 dalla fusione di Fca e Psa: ad esempio da Goldman Sachs si ribadisce il consiglio ‘Buy’ sul titolo con un prezzo obiettivo che rimane fissato a 16 Euro.
Meno ottimisti gli analisti di Barclays, che hanno quasi dimezzato il target price a 12,5 euro così come Bernstein, che lo ha ribassato da 18 a 11 euro (praticamente al livello odierno).
Se Jefferies sottolinea come l’addio di Tavares arrivi in un momento in cui Stellantis è attesa da alcune “decisioni critiche” da Morgan Stanley ci si pone la domanda su una nuova strategia in arrivo, riscrivendo il piano ”Dare Forward 2030” su cui aveva scommesso il manager franco-portoghese.
Da Banca Akros si parla di una notizia “molto negativa e del tutto inaspettata”, dimissioni che “hanno chiaramente un’importanza simbolica con conseguenze difficilmente prevedibili e stimabili”, mentre Equita spiega l’addio con un mix micidiale di “divergenze riguardano la gestione del crollo delle vendite, la strategia sull’elettrico, l’uscita di produzione di alcuni modelli senza che venissero sostituiti”.
“In un momento particolarmente critico” per il gruppo, Equita si attende una situazione di “incertezza almeno fino alla nomina del sostituto” mentre – si segnala – non emergono “indizi che possano indicare maggiore probabilità di ulteriori aggregazioni”.
“Questa decisione improvvisa – si ricorda – denota come la situazione sia particolarmente complicata (dovendo gestire la riduzione scorte in nord America, i ritardi nel lancio dei nuovi modelli, la pressione prezzi e la concorrenza cinese, i probabili dazi, considerando che recentemente era stato anche annunciato un reshuffle del top management (tra cui la sostituzione del CFO)”.
Anche Intermonte guarda al profilo del successore di Tavares, indicando la possibilità di cercarlo “nel settore auto (un profilo esterno sarebbe negativo) e con forte conoscenza/esperienza nell’area del Nord America”.








