Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è intervenuto, in un’intervista a Repubblica, riguardo le tensioni Pd-Iv legate al nuovo dpcm.
«In questo momento abbiamo bisogno di tutto, eccetto che dividerci in fazioni. Si possono avere sui singoli punti opinioni differenti, io stesso ho invitato il governo a tenere conto di quanto le categorie stanno chiedendo e a valutare qualche correzione. Ma la lotta al virus richiede massima unità».
Un’unità che parte dal rapporto Stato-Regioni, non sempre idilliaco. «Come Regioni abbiamo avanzato delle proposte: avremmo voluto vederne accolte di più. Resto convinto che sia più sicuro un ristorante aperto la sera e che osserva le regole, rispetto alle grandi aree di vendita».
Una stretta che mette in estrema difficoltà numerose categorie. «La stretta era necessaria, perché la situazione è molto seria. Ma adesso bisogna assolutamente assicurare aiuti immediati ai pubblici esercizi, al settore della cultura e dello spettacolo, agli ambulanti e ai gestori di palestre e impianti sportivi. Dobbiamo dirgli che siamo dalla loro parte. Se è possibile correggere qualcosa lo si faccia, dove no si eroghino subito contributi a fondo perduto direttamente sui loro conti correnti e benefici fiscali».
Rispetto alla scuola «non abbiamo mai chiesto di introdurre il 100% di dad, ma di lasciare ai territori la possibilità di scegliere. La soglia minima del 75% è una decisione del governo».
In chiusura il presidente dell’Emilia Romagna si sofferma sulle rivolte di piazza degli ultimi giorni. «Il tema del disagio sociale va affrontato. C’erano troppe diseguaglianze prima, la pandemia ne sta generando di nuove. Entro due settimane spero di poter sottoscrivere con le rappresentanze sociali e istituzionali dell’Emilia un nuovo patto per il Lavoro e per il Clima: l’impegno è quello di creare nuova e buona occupazione, sostenere chi fa impresa attraverso investimenti, dare maggiori opportunità ai giovani».
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