Stefano Boeri (presidente Triennale di Milano): «Contenti di queste riaperture, in due settimane più di 7 mila visitatori»

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La Triennale di Milano riapre al pubblico con delle nuove mostre speciali: da quella su Enzo Mari, al Museo del Design italiano fino ad arrivare, anche se solo per sette giorni, alla mostra sulle fotografie di Claudia Andujar tra gli Yanomami. A parlarne ai microfoni di askanews è il presidente della Triennale, Stefano Boeri. 

«Siamo molto contenti di queste due prime settimane di riapertura e speriamo si prolunghino. Abbiamo avuto più di 7 mila visitatori, che è un risultato davvero eccellente. L’emozione era di vedere l’emozione, è stato bellissimo vedere un pubblico di età varia ed eterogenea. Ci è sembrato di cogliere una grande consapevolezza che l’ossigeno che può dare in questo momento uno spazio come la Triennale è cruciale anche dal punto di vista della qualità della vita, dell’esperienza culturale che solo luogo come questo possono dare. È stato bellissimo vedere, incontrare, discutere anche con chi è venuto in Triennale e speriamo davvero che sia una ripresa e una ripartenza». 

La Triennale non si è fermata durante questi mesi di restrizioni e non si fermerà nei prossimi difficili mesi. Lo sguardo è sempre rivolto al futuro. «In questi mesi di chiusura abbiamo lavorato molto per cercare di prepararci a fare ancora meglio degli scorsi anni. Sicuramente prolungheremo fino al 18 aprile la mostra su Enzo Mari e altrettanto sicuramente la sorpresa più bella in aprile sarà l’apertura di una mostra dedicata a Vico Magistretti, che è un altro dei grandissimi maestri del design e dell’architettura italiana». 

Senza dimenticare la preparazione per la XXIII Triennale internazionale del 2022, che sarà dedicata a ciò che non sappiamo di non sapere, come spiega in chiusura Boeri. «È un tema molto vicino a quella che credo sia da un lato la sensazione di fragilità che questa pandemia ci ha trasmesso, e dall’altro la grande voglia di fare i conti con un futuro che si preannuncia insieme difficile, ma anche straordinariamente aperto».

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