Il presidente della Triennale Milano, Stefano Boeri, è intervenuto ai microfoni di askanews, ragionando sul modo in cui ripensare all’anno della pandemia e alle conseguenze dei tempi che stiamo vivendo.
«Il 2020 verrà ricordato nella storia della nostra specie come un anno drammatico, però come succede a volte negli anni drammatici se si sa accettare fino in fondo la gravità di ciò che si vive si trovano anche delle risorse per prepararsi a una ripartenza che in qualche modo acquista tutta la forza di una consapevolezza del sapere di stare passando un momento cruciale della nostra esistenza».
Un anno drammatico, ma che non ci ha lasciato solo cose negative. Come dopo ogni periodo drammatico, ci sono degli insegnamenti da cogliere e non ignorare. In questo la cultura e le sue istituzioni avrà un ruolo centrale nella comprensione e nella memoria dei tempi che abbiamo vissuto. «Io credo che quest’anno sarà un anno da non dimenticare e penso che la cosa più importante che la cultura, e in particolare un’istituzione culturale come la Triennale, deve fare sia aiutare a non dimenticare. Dobbiamo essere attenti a scappare da qualsiasi forma di amnesia o di rimozione. Quello che abbiamo vissuto è terribile, ma guardiamolo in faccia, perché se non lo guardiamo in faccia rischiamo di non cambiare le origini e le cause prime di quello che è successo», conclude Boeri.
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