Il Gruppo Bosch chiuso l’anno con un fatturato di 71,5 miliardi di euro, in diminuzione del 6,4% rispetto all’anno precedente (4,3% al netto degli effetti valutari). Bosch ha generato guadagni al netto degli interessi e delle tasse (EBIT operativo, rettificato per gli effetti dei prezzi di acquisizione per Automotive Steering e BSH Hausgeraete) di 2,0 miliardi di euro. Il margine operativo EBIT del 2.0% sceso di 1,3 punti rispetto al 2019. I risultati sono stati commentati nel corso della conferenza annuale dell’azienda, in cui è intervenuto Stefan Asenkerschbaumer, Cfo di Bosch.
«L’incremento del fatturato nella seconda metà dell’anno, unito alla riduzione dei costi, hanno contribuito ad ammortizzare l’impatto della pandemia. La quota di capitale proprio è rimasta a un livello elevato, pari al 44%, mentre il flusso di cassa disponibile ha raggiunto il livello record di 5,1 miliardi di euro». Il CFO ha sottolineato come l’azienda si trovi in una situazione di liquidità positiva ed ha sottolineato. «Bosch continua a contare su una solida struttura finanziaria, che le permetterà di concentrarsi sulle aree di importanza futura».
In particolare nel settore Mobility Solutions, che raggruppa tutte le attività legate all’automotive, le vendite sono state pari a 42,1 miliardi di euro, in diminuzione del 10% rispetto all’anno precedente mentre nello stesso periodo la produzione automotive mondiale è crollata del 16%. Al netto degli effetti valutari, il fatturato è calato dell’8,2%.








