Enel non festeggia l’accordo fra Cdp e Tim sulla rete unica. L’amministratore delegato, Francesco Starace, si è trincerato dietro un no comment sulla rete unica dal Forum Ambrosetti di Cernobbio.
Poco dopo, in un’altra conferenza da Villa d’Este, l’ad di Tim, Luigi Gubitosi, non ha però chiuso del tutto la porta al gigante italiano dell’energia. “È ovvio che non le risponderò”, ha affermato Starace durante la conferenza stampa di presentazione della ricerca ‘Circular Europe. Come gestire con successo la transizione da un mondo lineare a uno circolare’, incalzato sul tema rete unica da un cronista presente in platea all’evento.
Starace si è limitato ad affermare che “l’Italia è il fanalino di coda nell’utilizzo di internet. A noi interessa cablare, tutto il resto no”, compreso quello che scrivono i giornali. “È una domanda ipotetica, perché Enel ha sempre detto che se ci fosse stato un partner industriale non le sarebbe interessato fare il partner di minoranza, ma non ci sono chiusure di principio a nessuno, bisogna capire le motivazioni e le condizioni”, ha replicato dopo qualche ora Gubitosi, sempre a margine del Forum Ambrosetti, ad una domanda sulla presenza di Enel nella società della rete unica, nell’eventualità in cui decida di non vendere più la propria quota.
La macchina della rete unica si metterà in moto tra poco meno di tre settimane, con l’avvio della due diligence su Open Fiber e FiberCop. Il memorandum firmato da Luigi Gubitosi e Fabrizio Palermo prevede che entro il 20 settembre vengano nominati gli advisor per la valutazione della rete di Tim che va dalle centrali fino alle case e dell’intero perimetro di Open Fiber.
A proposito della governance, secondo indiscrezioni di stampa, un posto del cda potrebbe andare a Macquarie, qualora l’Enel decidesse di avviare il processo di vendita del suo 50% di Open Fiber al fondo australiano, che a giugno si è fatto avanti con una proposta che indicava in circa 7 miliardi il valore della società della rete, su cui il consiglio ha chiesto all’amministratore delegato, Francesco Starace, di approfondire. Ad agosto Macquarie ha svolto la due diligence sulla società della rete e potrebbe presentare un’offerta vincolante. È probabile, ma non ancora certo.
Il passo avanti del fondo australiano potrebbe creare qualche problema sul fronte delle valutazioni, visto che fisserebbe autonomamente un prezzo. Ma di mezzo c’è anche l’intenzione della Cdp di salire in maggioranza in Open Fiber prima della fusione con FiberCop rilevando una quota dall’Enel.
Palermo e Starace dovranno trovare una modalità. L’incontro che doveva tenersi questa settimana sarebbe slittato alla prossima. Starace si è sempre detto favorevole alla rete unica, ma puntando sullo sviluppo di Open Fiber più che sul ruolo di Tim. Anche per ragioni di carattere tecnologico. E ha più volte espresso dubbi sull’opportunità di lasciare il controllo in mano al gruppo telefonico. La posizione non sarebbe cambiata. Vista la pressione messa dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, per arrivare all’accordo tra Tim e Cdp, l’Enel sarà certamente chiamata a fare la sua parte quando sarà il momento.
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