Degli investimenti e dei 90 progetti annunciati da Bosch «sembra che nulla ci sia per il siti italiani e per lo stabilimento di Bari che da anni subisce l’impatto degli ammortizzatori sociali per fronteggiare la crisi delle motorizzazioni diesel». Ad affermarlo è la Fiom, precisando che l’azienda intende investire 700 milioni a sostegno della transizione elettrica e 1 miliardo alle celle a combustibile per sfruttare le potenzialità dell’idrogeno nel settore della mobilità. Preoccupazione ribadita da Simone Marinelli, coordinatore nazionale Bosch per la Fiom-Cgil e Ciro D’Alessio, segretario generale Fiom-Cgil Bari.
«Le dichiarazioni del Ceo della divisione italiana, Fabio Giuliani, non fanno che aumentare le preoccupazioni per lo stabilimento pugliese. Da tempo la Fiom sta chiedendo ai vertici aziendali un piano industriale per Bari che punti su prodotti innovativi e ambientalmente sostenibili e che portino a saturare lo stabilimento che è stato un punto di alta innovazione sulle motorizzazioni diesel».
«Il tempo a disposizione sta scadendo, come anche gli ammortizzatori sociali. Occorre riaprire il confronto a livello locale e nazionale riprendendo il tavolo al ministero dello Sviluppo Economico. Il Pnrr prevede risorse per finanziare progetti per un mobilità ecologica e digitale: azienda e Governo devono impegnarsi con le lavoratrici e i lavoratori per un nuovo protagonismo dello stabilimento di Bari», concludono i sindacalisti.
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