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Andrea Silvestri (direttore Università di Torino): «Gli atenei stanno vivendo un momento eccezionale dal punto di vista dei finanziamenti»

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Le Università stanno vivendo un «momento eccezionale» dal punto di vista dei finanziamenti. Lo dichiara il nuovo direttore generale dell’università di Torino in carica dal primo settembre, Andrea Silvestri, manager cuneese proveniente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ed ex responsabile della centrale operativa dei Giochi Olimpici Invernali del 2006.

«Siamo alla fine di un settennio di programmazione europea e dall’altra abbiamo il Pnrr che comincia ad entrare nel vivo». Un’ondata di milioni che travolge anche l’ateneo torinese e arrivata dopo il via libera del ministero all’utilizzo di fondi europei provenienti dal Pnrr e grazie a un co finanziamento richiesto da UniTo a sostegno della ricerca scientifica sui temi legati alla sostenibilità. Si comincia con 25 milioni per l’assunzione e il finanziamento di 172 borse per dottorato di ricerca, il primo gradino per i ragazzi che vogliono avviare la prosecuzione degli studi dopo la laurea magistrale, e l’assunzione di 67 ricercatori di tipo A, il primo step della carriera nel mondo della ricerca.

Un totale di 239 nuovi profili che entreranno in servizio entro febbraio 2022. È l’Europa che chiede velocità nell’utilizzo delle risorse, un modus operandi ben lontano dagli arcinoti tempi biblici della burocrazia italiana che ha costretto la macchina amministrativa di UniTo ad un super lavoro nel predisporre i bandi nei tempi richiesti dall’Ue.

Per intenderci: già il prossimo martedì, 12 ottobre, sarà pubblicato in gazzetta ufficiale il bando per il reclutamento dei ricercatori, pochi giorni dopo seguirà il concorso per la selezione dei dottorati e potrà partecipare anche chi si laurea in questa sessione. Saranno contratti triennali, ha spiegato il rettore Stefano Geuna, «e riguarderanno in prevalenza under 35 da impiegare negli ambiti scientifici legati all’innovazione e alla sostenibilità».

In linea con le priorità strategiche europee sarà centrale il rapporto con le imprese. «Tutti i nuovi posti a disposizione sono collegati allo sviluppo del territorio in ambito imprenditoriale. Per ognuno di questi profili è infatti previsto un periodo di all’estero e uno di ricerca nelle aziende del territorio non solo in ambito manifatturiero ma anche in realtà culturali e del terzo settore» ha aggiunto il rettore.

Sempre sfruttando i finanziamenti legati al Pnrr sono poi in arrivo altri dieci milioni, da spartire fra i dipartimenti dell’ateneo, che serviranno ad aggiornare la dotazione di macchinari e attrezzature che serviranno per portare avanti le diverse attività di ricerca. Tutto dovrà essere rendicontato a cadenza bimestrale. Di pari passo dovrà crescere tutta la macchina del personale tecnico amministrativo. Nel prossimo biennio, anche a fronte di accantonamenti consistenti nelle casse dell’ateneo e di diversi concorsi rimandati a causa del Covid, arriveranno altre 200 assunzioni a tempo indeterminato.

Per tentare di garantire la massima fluidità amministrativa possibile nella gestione di bandi e concorsi e anche per intercettare ulteriori finanziamenti europei nei prossimi mesi saranno anche istituite delle task force dedicate.

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