“Due sortite maggiori hanno risvegliato il dibattito, fin troppo a lungo sopito, sulla guerra in Ucraina”.
Lo sottolinea Goffredo Buccini sul Corriere della Sera: “Emmanuel Macron – scrive l’editorialista – è tornato a prospettare l’invio diretto di soldati ove le truppe di Mosca sfondassero il fronte marciando verso Kiev: evento tutt’altro che improbabile.
David Cameron ha spiegato di giudicare lecito che gli ucraini usino armi fornite da Londra per colpire il territorio russo.
Parole europee così forti e concomitanti non s’erano forse mai sentite dall’inizio dell’aggressione del 2022.
Sicché le frasi del presidente francese e del ministro degli Esteri britannico devono a questo punto indurci a una lettura sinottica carica, sì, di apprensione: ma per motivi alquanto diversi da quelli emersi nella maggioranza dei commenti, anche in quelli più condivisibili (certo, si alza la tensione).
Vi si coglie il segno che il confronto, impari sin dall’inizio tra resistenti e aggressori, sta scivolando su un piano inclinato difficile da raddrizzare.
Ora – dice Buccini – parlando all’Economist da leader europeo, il presidente francese spiega che la nostra sicurezza verrebbe spazzata via se Putin prevalesse.
La diplomazia con Mosca è del resto pura chimera.
Che proprio gli anglofrancesi, infelici protagonisti dell’appeasement che spianò la strada a Hitler nel 1938, diano voce all’Europa di fronte a una nuova minaccia totalitaria può inscriversi negli ammaestramenti della storia.
Di certo la partita europea prima e dopo le elezioni di giugno si giocherà su questo tavolo (oltre che su quello economico).
L’Italia si presenta con la consueta trasversale creatività.
Per sgradevole che sia, la categoria del nemico esiste da quando esiste l’uomo e forse sarebbe il caso di ascoltare i nostri militari, i quali ci mettono in guardia sulla «deterrenza zero» che il Paese sarebbe in grado dimostrare con le sue scarse spese per la difesa.
Mancando di carri armati, soldati e munizioni, sarebbe forse saggio non essere troppo tranchant con chi, come Macron o Cameron, potrebbe darci una bella mano nelle avversità.
Ricordando che certo una scuola è sempre da preferire a un cannone.
Ma, come l’Ucraina insegna – conclude – chi non ha cannoni per difenderla dai tiranni, perde anche la scuola”.
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