“Occorre un progetto serio e strategico di rilancio del Paese che veda il totale coinvolgimento degli attori economici e sociali”.
Ad affermarlo è il presidente del Cnel Tiziano Treu che osserva come “le misure varate dal Governo per gestire la fase emergenziale vanno collegate a quelle di medio-lungo termine.
“Fino a questo momento, nonostante l’enorme lavoro svolto, poco è stato prodotto sotto l’aspetto pratico. La liquidità annunciata non si è ancora vista, né per le imprese né per i lavoratori”.
“Mai come in questo periodo – aggiunge – torna d’attualità la proposta del Cnel di istituire il Board per la Produttività. Questa crisi ci fornisce un’occasione irripetibile per cambiare marcia al Paese. Sono condivisibili le parole del governatore di Bankitalia Ignazio Visco e del presidente di Confindustria Carlo Bonomi”.
“Un buon punto di partenza, per dare certezza ai lavoratori, è quello di rinnovare i contratti scaduti, che, come risulta dall’Archivio Contratti del Cnel, sono 553 su 932 depositati”.
“Il rinnovo non può non tener conto delle nuove esigenze emerse durante l’emergenza,- sostiene Treu – tra cui l’universalizzazione dei diritti e la necessità di codificare il diritto alla formazione. Il tutto inserito in un piano di interventi strutturali per la crescita che devono essere accompagnati da misure di carattere sociale. La pandemia ha finalmente convinto l’Europa della necessità di assumere una responsabilità collettiva e fare scelte solidali e di lunga durata”.
“Bene il Recovery fund, Sure e il Mes da prendere subito ma ora l’Italia deve porre in essere un piano per stabilire come impiegare queste risorse. Oggi occorre concentrarsi sull’esecuzione: dove spendere le risorse, come, con quali tempi e chi sia il responsabile”, conclude il vicepresidente Cnel Elio Catania.
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