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Scuola, lavoro, sgravi fiscali e turismo: 10 proposte dei nostri lettori

Gianluca Carabelli – Arona (NO) – Consulente

Proporrei di far portare le mascherine a scuola solo all’entrata/uscita cioé quando non é possibile il distanziamento. Quando i bimbi sono seduti al banco invece la mascherina non andrebbe portata perché i banchi dovrebbero essere distanziati di un metro l’uno dall’altro. In questo modo si eviterebbero malesseri ed ipercapnia dovuti alla mascherina (indossata solo per pochi minuti) pur garantendo una certa sicurezza. Questo ovviamente solo in presenza nella zona/regione di casi di covid19 infettivo.

Mariateresa Stallo – Taranto – Casalinga

Secondo me, bisognerebbe dedicare più tempo all’insegnamento dell’Educazione Civica e, di conseguenza, al rispetto delle istituzioni in generale, al rispetto della diversità del genere umano in tutte le sue sfaccettature (sesso, etnia, religione, handicap…), al rispetto dell’ambiente, al rispetto delle regole in generale: libertà di parola, ma rispetto delle regole.

Inoltre, mi piacerebbe una scuola che stimolasse i ragazzi (che hanno particolari inclinazioni e voglia di fare) a crescere e ad amare ancora di più il “sapere”, anche con più laboratori “pratici”; una scuola che premiasse l’impegno e che considerasse gli alunni più “persone” uniche nella loro individualità che “macchine” omologate a cui affibbiare un voto.

Patrizia Baronio – Milano – Casalinga

Sarebbe utile inserire nelle scuole lo sport per tutti i ragazzi, nella moltitudine si trovano i talenti naturali!!

Rosa Moscato – Grumo Nevano (NA) – Bibliotecaria

Essendo bibliotecaria dovrei parlare di cultura, ma il mio pensiero va a tutte le persone soprattutto i giovani che non hanno lavoro, la mia idea è: niente più sussidio in forma di Servizio civile, Garanzia giovani, Reddito di cittadinanza e affini, ma assunzioni da parte di piccole e medie imprese, agevolando queste aziende con sgravi fiscali efficaci, esempio i contributi che un’azienda deve pagare per un dipendente ( che sono esagerati) devono essere a carico dello Stato. le aziende dovrebbero pagare solo lo stipendio. E non fare più beneficenza con questi assurdi sussidi. Le persone vogliono dignità e solo attraverso il lavoro si può ottenere. Le persone che lavorano dignitosamente si avvicinano anche alla cultura perché sono più tranquille disponibili al confronto e al dialogo.

Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo. (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1981)

Elisabetta Difonzo – Ginosa (TA) – Impiegata

Per i lavori pubblici nelle gare si usa il massimo ribasso che costringe le imprese sane e serie a non partecipare e quelle meno serie a fare un alto ribasso a discapito dell’opera.

La qualità e la sicurezza sul lavoro sono costose e si possono fare solo se l’azienda “guadagna”.

Far mettere agli Enti dei range di ribasso oltre il quale non si può andare (es: massimo 20% ) a favore di un’opera realizzata a regola d’arte e duratura nel tempo.

Inoltre preferire l’assegnazione diretta di un lavoro ad imprese che hanno dei dipendenti a tempo indeterminato a sfavore di quelle imprese che invece assumono per la durata del lavoro e poi licenziano.

Laura Ammaturo – Reggio Calabria – Medico

Alleggerire il fisco, favorire l’inserimento dei giovani anche in corso di studio, predisporre tavoli di consulto provinciale, regionali e nazionali delle varie figure professionali per cogliere il positivo delle diverse realtà e puntare su una strategia evolutiva e competitiva che azzeri i lati negativi di ognuna in rapporto alle diverse realtà geografiche e di sviluppo, con scambi culturali e di esperienza continua.

Aniello De Gennaro – Vico Equense (NA)

Mi piace moltissimo la Vostra iniziativa, al momento sono sprovvisto di idee e soluzioni, ma comunque volevo condividere con Voi l’iniziativa. Un piccolo pensiero da sviluppare meglio è quello dei “contatori” di persone e macchine, che potrebbero tramite App allertare gli organi competenti di possibili Assembramenti. Mi spiego meglio, se su una strada che porta in un luogo dove possono confluire 300 persone senza fare assembramenti, passano verso quel luogo 500 macchine, credo sia il caso di non far passare più mezzi, cosi anche per treni ecc, per i treni bisognerebbe limitare l’accesso ai binari, cioè se non vi è possibilità di salita, chiudere i binari e far solo scendere, per pio in futuro sempre con App cercare di regolamentare le destinazioni.

Riccardo Pece – Latina – Guida turistica

Una App per l’assistenza turistica basata su un sistema turistico locale connesso in un social network dedicato.

Roberta Omodeo – Vigevano (PV) – Disoccupata

Proporrei sgravi fiscali rilevanti a chi possa assumere persone oltre i 50 anni e poterli posizionare in ogni settore. Se poi nel commercio si lasciasse l’apertura totale ecco che si potrebbe inserire più personale a contribuzione ridotta.

Viviana Sidoni – Roma

Un progetto di portierato sociale itinerante

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