Guido Scorza è un avvocato, docente del Master in protezione dei dati personali dell’università di Roma Tre, e ha proposto le sue idee per far ripartire l’Italia alle pagine di Repubblica: «Non penso sia possibile attenuare i vincoli attuali in materia di privacy, perché la materia è totalmente europea».
La privacy infatti è disciplinata da un regolamento comunitario, il Gdpr, che deve essere applicato così com’è e i governi nazionali possono semplificare alcuni obblighi solo per le piccole e medie imprese.
L’attuale situazione di emergenza non può diventare l’alibi o la giustificazione per abbassare la guardia rispetto a un diritto fondamentale come la privacy. «Buttare giù l’asticella in un contesto emergenziale è un atto definitivo, perché l’asticella poi non la rialzi più. Pensiamo a quanti nostri diritti sono stati compressi dopo l’11 settembre 2001. Siamo più sicuri, pagando un prezzo alto in termini di libertà personale».
Non può mancare un riferimento all’app Immuni, che sarà presto introdotta in Italia: «L’Italia ha puntato sull’applicazione forse più garantista sul piano del rispetto della riservatezza. L’uso di Immuni peraltro è regolato dal decreto Intercettazioni, che verrà convertito in legge dopo un dibattito parlamentare. Una strada lineare, democratica. Altri Paesi hanno adottato la loro app con un semplice atto amministrativo».
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