Usare i fondi in arrivo dall’Unione europea per finanziare gli investimenti autostradali già autorizzati e dunque immediatamente cantierabili. In più puntare sulla diffusione delle nuove tecnologie per la gestione della viabilità, spingere sull’installazione dei punti di ricarica delle auto elettriche e realizzare aree intermodali tra reti autostradali e urbane, dotate di parcheggi, mezzi pubblici e in condivisione per ridurre la congestione delle città.
Sono i quattro punti chiave illustrati dal direttore generale di Aiscat (Associazione delle concessionarie autostradali) Massimo Schintu nel corso di un’audizione presso la Commissione Ambiente e lavori pubblici della Camera sul Recovery fund.
Schintu ha sottolineato che è ormai rilevante il numero di progetti ‘per diversi miliardi’ giunti alla fase esecutiva ‘subito trasformabili in cantieri operativi e in nuovi posti di lavoro’.
L’utilizzo di queste risorse, inoltre, ‘consentirebbe un significativo contenimento degli aumenti tariffari previsti per il prossimo futuro e legati, appunto, alla realizzazione degli investimenti’.
Un passaggio dell’audizione è stato dedicato anche al rischio che ‘i nodi burocratici non del tutto risolti dal decreto Semplificazioni’ appena convertito dal Parlamento mettano a rischio ‘l’opportunità irripetibile’ di rilanciare gli investimenti messa in campo con il Recovery plan.
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