Superata la difficile stagione del lockdown, l’agricoltura italiana si trova ora di fronte ad un banco di prova altrettanto impegnativo: quello dei consumi, dal cui livello dipenderanno le sorti del settore agroalimentare e florovivaistico italiano.
“Le condizioni macroeconomiche saranno decisive. Se, come pare, il Pil non tornerà a crescere a sufficienza servirà uno sforzo ulteriore da parte nostra”, spiega il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in un’intervista all’Italpress.
Durante il periodo del lockdown ci sono stati prodotti italiani che hanno tenuto bene, come i formaggi duri, il latte, la frutta, la verdura e le farine e altri che hanno avuto dei problemi, come i vini di l’età gamma, che hanno pagato soprattutto il crollo delle esportazioni e la chiusura dei ristoranti.
Oggi si registrano ottimi risultati da parte della frutta, grazie ad una buona campagna estiva, mentre è in difficoltà il settore delle carni bovine (il primo a pagare il calo del reddito delle famiglie) e delle carni bianche (a causa soprattutto della chiusura delle mense scolastiche e aziendali). Servirebbe un aiuto anche da parte del governo, che però, almeno nel decreto di agosto non c’è stato.
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