“Smettiamola di contrapporre le ragioni dell’economia a quelle della salute. Stiamo tutti lavorando nella stessa direzione. Evitiamo di ripetere il film di agosto e non abbassiamo la guardia”. Così la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, in una intervista a La Stampa.
Con chi passeremo il Natale? “Ognuno con la propria famiglia. E le persone che sono sole potranno vedere i loro affetti. Imporre qualcosa sarebbe impossibile. Non possiamo entrare nelle case delle persone a Natale per controllare se è stato rispettato un numero massimo di invitati o se il grado di parentela è quello giusto. Piuttosto, si tratterà di raccomandazioni, dobbiamo ancora decidere. Credo però si debba puntare sulla qualità dei legami, evitando inviti ad amici o parenti lontani. E si presti ancora più attenzione alle persone fragili, come i nonni, magari facendo un tampone rapido prima di vederli”.
“Partiamo dall’assunto che meno ci si sposta, meglio è. Su questo punto, però, il governo si deve ancora misurare. Dovremo acquisire il parere del Cts, fare simulazioni del movimento su tutto il territorio nazionale, valutare i rischi di affollamento di treni e aerei”.
Si potranno allentare le misure per negozi, ristoranti e centri commerciali, almeno a Natale e Capodanno? “Credo sia saggio parlare di un allungamento degli orari, in modo che la gente non si affolli tutta insieme nei negozi, come ha saggiamente detto il presidente Conte. Nei centri commerciali c’è un problema diverso di traffico interno e vedremo cosa ci dirà il Cts”.
E per il Capodanno “immagino che ci saranno anche qui divieti per feste e concerti in piazza. I dati sono buoni perché indicano un trend in miglioramento, ma non sono buoni in assoluto. Ricordiamoci dei numeri ad agosto e di come sono cambiati nel giro di un mese. Non ripetiamo gli stessi errori”.
Evidenzia inoltre che la riapertura degli impianti sciistici “porterebbe con sé assembramenti difficili da controllare, ma la stagione è lunga e più avanti potremmo avere scenari diversi. Legittimo che intanto vengano chiesti dei ristori. E si deve avere dall’Europa una garanzia che non ci sia concorrenza sleale tra Paesi membri”.
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