Bisogna fare ordine nella giungla delle 800 leggi tributarie che si sono stratificate negli anni, “questa è la premessa di tutto”. Lo dice il direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente di Entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista alla Stampa nella quale difende “l’operazione trasparenza” sul Catasto, conferma che a breve si potrà superare il meccanismo dell’aggio e parla di lotta all’evasione.
Quanto allo schema di riforma fiscale proposto dalla legge delega, “come ha detto lo stesso presidente Draghi è una scatola e ci sarà tempo per arricchirla di contenuti. il primo passo ed è una buona notizia. Adesso spetta al legislatore completare il percorso”, precisa Ruffini. “Quello che più occorre è semplificare: abbiamo più di 800 leggi tributarie, frutto di una disordinata stratificazione avvenuta nel tempo. Un fardello per i contribuenti e per i loro consulenti, ma anche per l’Agenzia delle Entrate. Il sistema, così com’è, assomiglia a una giungla in cui l’evasore riesce a nascondersi e l’onesto rischia di smarrirsi. Fare ordine e semplificare è la premessa per tutto il resto”.
Sulla revisione del catasto, “non ne farei una questione di tempo, ma di risultato. Dobbiamo scattare una fotografia che restituisca un’immagine veritiera e corretta di tutti gli immobili presenti nel nostro Paese. Oggi ne abbiamo una vecchia: alcuni immobili non sono nell’inquadratura, altri hanno i contorni sfocati. E per centrare l’obiettivo è bene prendersi il tempo che serve: sono questioni da affrontare con tutta la accortezza e prudenza necessaria. Alla fine, però, avremo una grande operazione di trasparenza nel segno della completezza del sistema. Questo è il mandato del legislatore delegato. Nulla di più e nulla di meno”.
Sulla riscossione, “nella delega c’è anche un’apertura al superamento dell’aggio che era il prezzo che il cittadino pagava quando era in mano ai privati. Ormai la riscossione è in mano pubblica ed è corretto immaginare un superamento di questo meccanismo”. “La cancellazione delle cartelle sotto i 5000 euro per i cittadini e le società con un reddito inferiore a 30mila euro nel 2019, prevista dal decreto Sostegni, consentirà di smaltire una fetta delle giacenze. Eventuali altre misure potranno essere valutate dal Parlamento e dal Governo che sapranno sicuramente trovare un giusto punto di equilibrio. Si dovrà tenere presente che se un debito così vecchio finora non è stato riscosso, le probabilità di riuscirci in futuro sono basse. Al tempo stesso non deve passare il messaggio che non pagare convenga e scoraggiare chi è sempre stato in regola”, prosegue.
Il governo col “dl Capienze” ha sancito che quando esiste un interesse pubblico i dati personali possono essere trattati in deroga alle norme sulla privacy. “L’intervento è certamente utile non solo per l’Agenzia, ma per tutte le amministrazioni pubbliche perchè consente il trattamento dei dati personali dei cittadini tutte le volte che si devono raggiungere obiettivi di pubblico interesse. La novità -precisa Ruffini- è che da adesso ogni singola amministrazione, volta per volta, potrà affermare di dover utilizzare i dati dei cittadini in suo possesso per perseguire un determinato interesse pubblico. Non sarà quindi necessario che lo preveda il legislatore volta per volta”.
Alla domanda su come si aggrediscono i 100 e più miliardi di evasione, “fino alla pandemia il recupero dell’evasione dei principali tributi (Irpef, Iva, Ires ecc.) si è attestato sui 20 miliardi l’anno. Mai così tanto. E dal 2011 al 2019 il tax gap, cioè la differenza tra le imposte versate e quelle che i contribuenti avrebbero dovuto versare, è sceso di oltre il 15%, da 88 a 73 miliardi. Dobbiamo continuare a puntare sulla prevenzione e sulla compliance, evitando che si formi l’evasione e non solo cercando di rincorrerla. La tecnologia e i dati a nostra disposizione vanno proprio in questa direzione”.
A proposito di evasione, nei mesi scorsi è stata acquisita dalla Germania la “lista Dubai”, “una delle tante informazioni di cui disponiamo e che si aggiunge a quelle che le altre amministrazioni estere ci forniscono sulla base della cooperazione amministrativa internazionale. Dati che ci consentono di intercettare tempestivamente i fenomeni di evasione e di frode fiscale, anche grazie alla costante collaborazione con la Guardia di Finanza. Stiamo lavorando sulle posizioni relative a soggetti italiani, alcune centinaia, e i risultati si sapranno a conclusione di tutti i necessari controlli”.
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