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Alberto Rosso (capo Aeronautica militare italiana) «Difesa stratosferica: non possiamo farci cogliere impreparati»

«Non possiamo farci cogliere impreparati», dice il generale di Squadra Aerea, Alberto Rosso, Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, in merito alla difesa stratosferica. E aggiunge «diventerà una nuova aerea di responsabilità dell’Aeronautica, proprio perché potranno esserci mezzi che volano a 60-70 chilometri di quota con velocità ipersoniche, cioè molte volte superiori a quella del suono. Questo ci imporrà di crescere moltissimo. Pensiamo alla difesa aerea: dovrà sorvegliare questa fascia, identificare gli oggetti ostili, seguirli e poi avere gli strumenti per intervenire».

I velivoli stratosferici, su cui l’Aeronautica sta investendo, «sono velivoli concettualmente simili ai dirigibili, destinati a volare sopra i ventimila metri di quota. Avranno probabilmente propulsori elettrici, con un’autonomia di giorni o forse mesi, in una posizione quasi stazionaria. Ci permetteranno di sostituire aerei e satelliti, migliorando la connettività e lo scambio dati, garantendo le comunicazioni su interi continenti, e di condurre una sorveglianza elettronica su spazi altrettanto estesi».

«Proprio per questo l’Aeronautica partecipa ai test della navetta Virgin Galactic con i suoi specialisti: non è turismo spaziale, ma parte delle ricerche, intorno a cui raccogliamo le istituzioni scientifiche italiane e le aziende che producono tecnologia. I droni armati? Non cambia nulla perché sono sempre gli uomini a decidere», prosegue Rosso.

Rosso spiega come l’Aeronautica crea «innovazione, cercando di anticipare quello che ci sarà nel futuro: è parte del nostro Dna, siamo obbligati a guardare al domani dove lo sviluppo tecnologico cresce a ritmo esponenziale. La vera sfida è la connettività: fondere aerei e sensori in un’unica rete in cui tutti scambiano dati in tempo reale. Già oggi quello che vedono gli apparati di un F-35 o di un drone Reaper viene condiviso con le centrali di controllo, con gli altri velivoli, i soldati a terra o una nave. L’aviazione è l’unica forza strategica in tutti gli spazi o, come si dice oggi, multidominio», conclude.

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