Più il conflitto in Ucraina tende a divenire guerra di posizione e logoramento, più aumentano i ballon d’essai per avviare un possibile percorso negoziale.Ultima in ordine di tempo è la proposta di mediazione da parte del Papa lanciata da Macron a seguito della sua visita in Vaticano e a Sant Egidio, che sembra avere raccolto un certo interesse da parte russa, come ha fatto presente il portavoce del Cremlino Peskov. È probabile che, scartata almeno nei circoli più ragionevoli delle due parti l’idea di una capitolazione dell’avversario, i due schieramenti stiano valutando dal rispettivo punto di vista, quale potrebbe essere il momento più vantaggioso per un cessate il fuoco e l’avvio di un negoziato. Molto dipenderà anche dal risultato delle midterm elections in Usa. Un ridimensionamento della maggioranza democratica potrebbe infatti indurre Biden a un atteggiamento più possibilista per la ricerca di una mediazione, affievolendo il sostegno militare all’Ucraina come reclamato da una certa ala del Partito Repubblicano, possibile vincitore delle elezioni.
Intanto però le minacce di escalation continuano a circolare, forse anche strumentalmente, come le dichiarazioni di Putin sul rischio crescente di una terza guerra mondiale o le telefonate del ministro della difesa Shoigu a vari colleghi sulla possibilità dell’utilizzo da parte dell’Ucraina di una bomba sporca, o ancora l’esclusione della Russia dal gruppo di esperti sulla non proliferazione dei mezzi di distruzione di massa che si riunirà a Roma e che ha provocato uno duro scambio polemico tra Mosca e il nostro Paese.
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