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Renato Brunetta, presidente CNEL: “Senza i corpi intermedi i servizi pubblici non sono efficiente e c’è più conflittualità sociale”

“Senza i corpi intermedi i servizi pubblici non sono efficienti e non rispondono alle esigenze dei cittadini. Senza corpi intermedi viene meno la coesione sociale. Vediamo quel che è successo in Francia: la desertificazione dei corpi intermedi nell’ultimo decennio ha prodotto un livello crescente di conflittualità. In Italia il ruolo fondamentale dei corpi intermedi è stato evidente durante la pandemia: la grande distribuzione non si è mai fermata, le fabbriche non hanno chiuso i battenti, il volontariato ha svolto un ruolo cruciale di supporto, la pubblica amministrazione ha continuato a lavorare a pieno regime.

I corpi intermedi hanno aiutato i cittadini in modo eccezionale, durante un momento di estrema vulnerabilità. Il CNEL, che è la casa dei corpi intermedi, è al lavoro su dossier cruciali per il Paese, come l’efficientamento dei servizi pubblici, la tutela del lavoro domestico, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Stiamo anche affrontando una sfida particolarmente delicata: favorire il reinserimento sociale dei detenuti, abbattendo la recidiva e investendo su lavoro, studio e formazione in carcere e fuori dal carcere. Qui assistiamo a un vero e proprio fallimento dello Stato. Il CNEL proverà a dare un contributo per vincere questa battaglia di civiltà”.

Lo ha affermato il presidente del CNEL Renato Brunetta, intervenendo al seminario ‘Analisi della governance e della spesa dei servizi sociali nel post pandemia’, promosso dall’Osservatorio per i servizi sociali territoriali del CNEL.

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