«La pubblica amministrazione, se funziona, è il primo presidio dei diritti dei cittadini: è il baluardo essenziale contro le disuguaglianze, che la pandemia rischia di acuire». Lo scrive il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un intervento su “Il Foglio”.
«Il Governo – afferma – ha il dovere di ascoltare e decidere, il sindacato ha il diritto-dovere di stare dentro il confronto in modo propositivo, accantonando quel potere di veto e interdizione che risale a una stagione vecchia di corporativismi e che ha danneggiato il funzionamento e la modernizzazione, ma anche le stesse tutele del lavoro pubblico».
«Parlare di coesione sociale, battersi per il superamento dei dualismi pubblico-privato e garantiti e non, non è soltanto lo spirito del testo del patto: rientra tra le finalità principali dell’intesa e di chi l’ha condivisa».
«Non basta proclamare i diritti alla salute, alla sicurezza, all’istruzione, a uno stato semplice, efficiente e amico delle persone e delle imprese. Bisogna anche saperli garantire. E sappiamo che la qualità dell’accesso ai servizi pubblici è troppo diversa tra regioni, centri delle città e periferie, aree interne, Nord e Sud».
Infine, Brunetta afferma: «abbiamo deciso di introdurre le migliori tecnologie digitali e imboccare, con decisione, il percorso delle transizioni che ci chiede l’Europa, ma come tutti i processi di rilancio e innovazione vogliamo farlo puntando sulle persone».
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