«Vogliamo sapere come verranno rinvestiti i soldi alle imprese. I finanziamenti devono servire per innovare, ma anche per tutelare il lavoro. Confindustria non può dire al governo: dateci i soldi e le imprese faranno da sole, perché facendo da sole hanno dimostrato di fare solo tanta finanza. La gente non può morire di fame perché c’è stato il Covid».
Lo dice Francesca Re David, leader della Fiom-Cgil, a Radio Cusano Campus. «Il tema del lavoro è fondamentale – ha detto – se l’industria è così importante per il Paese è necessario in una fase del genere proteggere il lavoro e non dire che dal 17 agosto si può licenziare, perché il 17 agosto il Covid non è finito».
«Rivendichiamo tavoli di settore sulla siderurgia, sull’automotive. Stiamo chiedendo a che cosa servono i contributi alle imprese, come verranno rinvestiti».
«I lavoratori hanno sempre difeso le aziende e hanno sempre fatto di tutto per tenerle aperte, basti pensare alla Whirpool di Napoli. I finanziamenti devono servire per innovare, digitalizzare e ambientalizzare le imprese, ma anche per tutelare il lavoro perché senza i lavoratori non esiste l’impresa».
Per aiutare l’occupazione serve tagliare subito il cuneo fiscale mentre quello dell’Iva ora non serve.
Lo ribadisce la segretaria generale della Fiom anche in una intervista a Paolo Baroni per La Stampa.
«Il lavoro non c’è, per cui non vedo un’alterativa tra taglio del costo del lavoro e rinuncia alla cassa integrazione da parte delle aziende. Se il problema sono i licenziamenti cassa integrazione tutta la vita, perché la priorità è tenere le persone agganciate al lavoro».
«Ridurre il costo del lavoro è essenziale, perché quando si dice che in Italia la produttività è bassa è perché ha il costo del lavoro più alto in assoluto, e che questo tra l’altro produce anche bassi salari. Dopodiché penso che i lavoratori debbano più di tutto lavorare e se in questa fase c’è meno da fare occorre ridurre gli orari e redistribuire il lavoro».
«Poi bisogna prorogare il blocco dei licenziamenti ed utilizzare in maniera intelligente gli ammortizzatori, magari mischiandoli e qualificandoli con la formazione, oppure incentivandola cig collegata a riduzioni di orario. A parità di salario però, perché non è che possiamo sempre avere stipendi da fame».
Tra taglio dell’Iva e riduzione del cuneo, cosa scegliere?
«Una riforma fiscale va fatta e uno dei primi punti è naturalmente quello del costo del lavoro: c’è stato un primo segnale, che inizierà ad avere i suoi effetti a luglio, ma in prospettiva è ancora insufficiente».
«Poi occorre defiscalizzare gli aumenti contrattuali e consentire di aumentare gli stipendi altrimenti il mercato interno non riprende. Quindi, come dice anche il governatore Visco, c’è un tema legato all’evasione che non ha eguali in Europa ed infine occorre ripristinare la progressività delle tasse».
«La grandissima parte delle 100 vertenze che erano aperte prima del Covid, tranne alcuni casi come quello dell’Industria Industria italiana autobus che ora sta ripartendo ed assume, sono tutt’ora aperte».
«Non si tratta di imprese che chiudono ma piuttosto di delocalizzazioni e scelte aziendali. Noi in questi mesi abbiamo tenuto le vertenze aperte: se non fosse stato per i metalmeccanici la Whirlpool di Napoli sarebbe chiusa da un anno e la Bekaert anche da più tempo».
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