«Noi dobbiamo fare in modo che questo Paese cresca e non solo per il Pnrr e i fondi strutturali, ma perché all’interno della nostra pubblica amministrazione questo diventi un punto centrale la modernizzazione del Paese. La modernizzazione avviene soltanto attraverso la valorizzazione delle persone». Lo ha detto il presidente di Acri, Francesco Profumo, a margine della presentazione del rapporto “Nuove alleanze per la cura e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici” promosso dalla Commissione attività e beni culturali di Acri, a palazzo Magnani, sede di Unicredit, a Bologna.
«Sul Pnrr qualche riflessione noi la dobbiamo fare» ha aggiunto. «Nel luglio 2020 c’era una sola convinzione, che questo Paese aveva 209 miliardi a disposizione. Nel mese successivo il presidente del Consiglio ci disse che si apriva Next Generation Eu e di aprire i cassetti e tirare fuori i progetti. La Spagna era molto più indietro di noi e ha chiesto solo le risorse a fondo perduto», ha osservato Profumo sottolineando come non servano solo «le sole risorse finanziarie, ma l’accompagnamento di queste risorse». Fondamentale, dunque, il ruolo delle fondazioni bancarie, che stanno diventando «enti strumentali» e che per Profumo non devono più «finanziare progetti ma processi».








