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Prodi: “Lo Stato entri come socio di minoranza delle imprese per difenderle da mire straniere”

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“L’Iri qui non c’entra nulla. Non è più tempo. Cassa depositi e prestiti è sicuramente uno strumento per l’azione dello Stato. Quando è necessario bisogna pensare a una partecipazione pubblica di minoranza nelle imprese anche per difendere da mire straniere le aziende indispensabili al nostro futuro”.

Lo afferma Romano Prodi, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Non e’ statalismo: basta guardare a quello che fanno i francesi”, ha osservato l’ex premier, “difendere gli interessi nazionali non è un affare da sovranisti. Naturalmente mi auguro che il necessario intervento pubblico sia un fatto temporaneo”.

Sul Mes, Prodi ha osservato che “è un prestito senza condizionalità e a un tasso più basso di quello di mercato. ‘Facciamo senza’ è un’espressione che si può permettere chi i soldi li ha. E se non li prendiamo ci indeboliamo pure sull’altra trattativa” sul recovery fund.

L’ex presidente della Commissione europea vede il rischio di un’esplosione della rabbia sociale: “E’ un pericolo che si corre proprio se non si aiutano coloro che hanno più motivi per protestare. Per questo insisto che bisogna costruire un clima capace di comporre gli interessi di tutti. Tutti aspettano una risposta ai loro problemi”.

“Sa che cosa fa la gente adesso? Risparmia più di prima, perché ha paura. Mentre dobbiamo innescare un processo esattamente contrario. Ossia incentivare la domanda di consumi e di investimenti. Dalle crisi si esce solo aumentando la domanda: quella pubblica e quella privata”

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