Sul presidente del Consiglio Mario Draghi sono stati scaricati tutti i problemi, ma «non può fare tutto da solo». Lo afferma l’ex premier Romano Prodi, che sottolinea come «i partiti scaricano, almeno temporaneamente, i problemi su di lui. Ma lui si può interessare solo di quelli più grandi. Invece loro li scaricano tutti su di lui. E se si fa riferimento a Draghi per qualsiasi cosa, dalle pensioni a cose micro, ai singoli problemi aziendali».
«È un’illusione che possano essere le singole persone a risolvere tutto» spiega l’ex presidente del Consiglio in un’intervista al Corriere della Sera. «Credo molto al ruolo tecnico delle strutture ministeriali, che si è molto affievolito. Vanno rinforzate. Le nostre élite giovanili devono tornare a lavorare anche nei ministeri».
Se i partiti saranno in grado di gestire il Recovery da soli, dal 2023?
«Non lo possono fare neanche mettendosi in mano a un supertecnico. Anche per i partiti esiste un problema di squadra: di qualità e quantità della squadra. Non mi sembra che vi stiano dedicando molta attenzione» risponde. «Naturalmente alla testa di tutto c’è sempre un politico: chi prende le decisioni e tiene gli equilibri fra i diversi partiti è sempre tale. Se poi ha anche competenze tecniche, molto meglio».
Prodi parla anche del rimbalzo economico più forte del previsto: «Il risultato è che probabilmente arriveremo allo stesso livello di prima della pandemia insieme agli altri Paesi e non resteremo indietro come nell’altra crisi. Aggiungo poi la situazione particolare italiana di un governo e di un presidente del Consiglio che hanno un’autorevolezza e riscuotono una fiducia superiori rispetto ai tempi passati».
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