Prada riconquista la Cina. Il ceo Patrizio Bertelli: «Raggiunto il record di incassi più alto di sempre»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Prada sta registrando un forte recupero delle vendite in Cina dopo il blocco di inizio anno dovuto all’emergenza coronavirus, con una progressiva accelerazione che, ad oggi, l’ha portata a superare “ampiamente” i livelli dello scorso anno.

Lo dice l’ad del gruppo Patrizio Bertelli che confida nella prosecuzione del ritmo di crescita anche nei prossimi mesi.

“La Cina è stata il primo paese ad uscire dal lockdown e abbiamo assistito alla classica ripresa a V con le vendite che sono tornate in territorio positivo già dalla fine di marzo dopo la riapertura dei nostri negozi. Il trend ha continuato ad accelerare nei mesi successivi fino a oltre il 60%”, ha detto.

Nel giorno di San Valentino, che si celebra in agosto, il gruppo ha registrato il record di incassi di sempre, ha aggiunto.

“Ad oggi le vendite del gruppo in Cina hanno già ampiamente superato i livelli del 2019, evidenziando una crescita a doppia cifra da inizio anno”.

Secondo Bertelli, l’attenzione del consumatore cinese per i beni del lusso continua a essere molto forte.

“Riteniamo che nei mesi futuri si possa mantenere lo stesso trend”, ha detto. Nel primo semestre i ricavi totali di Prada sono crollati del 40% a cambi costanti a causa del lockdown globale imposto dalla pandemia, ma già emergevano segnali di ripresa.

Nella sola Cina continentale le vendite retail sono aumentate a giugno e luglio del 60% e del 66%, ha detto il gruppo a fine luglio. L’area Asia Pacifico valeva a fine giugno il 44% delle vendite retail totali del gruppo italiano quotato a Hong Kong.

I cinesi sono la nazionalità più rilevante per i consumi di beni di lusso nel mondo e tutto il settore di alta gamma spera che un rimbalzo delle vendite in Cina — primo paese colpito dal Covid 19 e primo ad uscirne – possa arginare i danni generati dalle misure di lockdown imposte nella prima metà dell’anno in gran parte del mondo.

Nel 2019 i cinesi avevano raggiunto una quota del 37% nel mercato del lusso, destinata a crescere ancora, secondo le analisi di Bain. Fino a prima della crisi sanitaria, che ha quasi azzerato i viaggi turistici, la maggior parte degli acquisti avveniva però fuori dalla Cina.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.