L’industria si conferma la forza produttiva di questo paese. Lo afferma in una nota Lucio Poma, capo economista di Nomisma, commentando i dati Istat diffusi sul fatturato dell’industria a giugno 2021. «Il dato congiunturale è assai positivo +3,1%, ma ancor più elevato è il dato del trimestrale che registra una crescita del 5,2% rispetto al trimestre precedente. La crescita congiunturale è principalmente trainata dalla componente esterna (fatturato estero +4,7%) anche se quella interna segna un importante +2,1%».
«I dati sul fatturato letti congiuntamente a quelli sulla produzione industriale, sulle esportazioni, sulla bassa inflazione, e sulla crescita del Pil nel secondo trimestre» sottolinea, «tratteggiano senza ombra di dubbio un paese in forte crescita, trainato da un motore manifatturiero che gira a pieni regimi: quantomeno per il gruppo di imprese controvento. Non penso si tratti di un fenomeno congiunturale, piuttosto si stanno raccogliendo i frutti di un investimento strutturale in Industria 4.0 che i diversi sistemi produttivi del paese stanno intraprendendo».
«Tre ostacoli potenziali possono rallentare questa corsa. Primo le competenze sul mercato del lavoro che devono quanto prima adeguarsi a questa trasformazione. Secondo le materie prime che non devono mancare nei magazzini delle nostre imprese. Terzo il settore terziario che deve in qualche maniera agganciarsi a questa crescita manifatturiera».
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