Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[I dati] L’industria italiana torna a crescere nonostante la pandemia

L’industria italiana ha dimostrato di saper resistere alla pandemia e di riuscire a cavalcare la ripresa post-pandemica, lo testimoniano i conti e la produzione. Ma la manifattura italiana si prepara anche ad affrontare un secondo semestre pieno di incertezze.

Le semestrali

Forti di una produzione che secondo i dati Istat è aumentata dell’1% fra aprile e giugno, dopo il +1,3% messo a segno nei primi tre mesi dell’anno, i grandi gruppi industriali italiani sono arrivati all’appuntamento del giro di boa del 30 giugno con i conti tirati a lucido. Stellantis, nel primo semestre, ha visto ricavi netti per 75,3 miliardi, in crescita del 46%, e un utile mostre di 5,9 miliardi. La forza dei numeri registrati ha portato il gruppo italo-francese ad alzare al 10% circa le stime sul margine operativo per l’intero esercizio.

Anche un’altra società delle automotive come Pirelli ha stupito analisti e investitori: il gruppo della Bicocca ha realizzato 131,6 milioni di utili e i risultati sono stati «supportati dalla generale ripresa della domanda e dai programmi chiave del piano industriale 2021-2022/2025».

Ma la corsa non riguarda solo il comparto automobilistico: Interpump ha visto le vendite aumentare del 22,1% a 781,1 milioni, mentre l’utile è raddoppiato a 128,3 milioni. Nel settore della difesa Leonardo ha visto crescere i ricavi (+7,9% a 6,3 miliardi), gli ordini (+9,5%) e soprattutto i margini, con l’Ebitda balzato del 37%. Proprio la forte acquisizione di ordinativi caratterizza anche tanti altri gruppi, come Maire Tecnimont o Fincantieri, che ha un carico di lavoro complessivo per 111 navi.

Colli di bottiglia e variante delta

Al tempo stesso, però, nonostante i conti solidi per i principali gruppi manifatturieri del Paese e la buona accoglienza che hanno ricevuto a Piazza Affari, l’orizzonte non è sgombro da nubi. Che hanno due nomi: carenza di componenti e materie prime, a partire da quella di microchip, e variante Delta. Sono questi i due principali ostacoli sulla strada della ripresa italiana, che stanno arrivando a farsi sentire anche sulla produzione.

A luglio produzione in calo

Secondo un’indagine rapida del Centro studi di Confindustria, infatti, a luglio la produzione industriale sarebbe calata dello 0,7%, confermando la perdita di abbrivio registrata nei mesi scorsi ed evidenziando come le attese siano meno favorevoli.

«Gli indicatori congiunturali relativi al terzo trimestre continuano a segnalare una dinamica positiva dell’attività nell’industria, con ordini in aumento (a partire da quelli relativi alla componente interna) e attese di produzione favorevoli», evidenzia il Centro studi di Confindustria, ma al tempo stesso «non è escluso che nei mesi estivi si osservi un rallentamento rispetto alla dinamica registrata in primavera». Già ad agosto si potrebbero sentire i primi contraccolpi sulla fiducia di imprese e famiglie.

Imprenditori ottimisti ma avanza incertezza

Il «ritorno dell’incertezza» legato alla diffusione della variante Delta, sottolinea ancora il Csc, «rischia di diventare il principale ostacolo alla ripresa in corso»: gli imprenditori italiani restano per ora «ottimisti» ma come al tempo stesso la recrudescenza del virus inizia a «intaccare le attese di medio periodo».

Secondo quanto è stato rilevato dall’indagine sull’indice Pmi Manifatturiero, realizzata da Ihs-Markit, iniziano a emergere anche in Italia gli effetti della scarsità di materie prime e di componenti, fattori che hanno determinato un blocco delle catene globali di fornitura, provocando strozzature nell’offerta in particolare in alcuni settori (automotive, elettronica, macchinari).

Il peggioramento degli indicatori relativi a lavoro inevaso e tempi medi di consegna dei fornitori riflette questi crescenti problemi di approvvigionamento che tendono a frenare l’espansione dell’attività – nonostante un aumento delle commesse – e creano pressioni sulla capacità produttiva.

Per saperne di più:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.