Parte la riforma del ministero dell’Economia e delle finanze.
MF-Milano Finanza scrive che ci sono voluti quattro mesi affinché la riorganizzazione del ministero ricevesse la bollinatura.
La divisione del dipartimento del Tesoro, cui saranno tolte le competenze su partecipate e interventi finanziari come le garanzie, affidati al nuovo dipartimento Economia, e la nascita dell’Ispettorato generale sul Pnrr in seno alla Ragioneria di Stato, possono entrare nel vivo.
L’Ispettorato è di fatto già attivo, affidato alla guida di Carmine Di Nuzzo, come prima il Servizio centrale per il Pnrr di cui prende il posto con compiti di sostegno alla struttura di missione di Palazzo Chigi e quindi al ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto, vero controllore dell’attuazione del piano, in quella che molti hanno visto come una centralizzazione del Piano.
Il regolamento andato ieri in Cdm sancisce le funzioni dell’Ispettorato: monitorare l’avanzamento degli interventi del Pnrr e assistere le amministrazioni titolari di progetti.
Un controllo in più.
Il via libera al Dpcm che riorganizza il ministero del Tesoro, inizialmente licenziato lo scorso 16 marzo, è arrivato alla vigila della Cabina di regia del Piano nazionale di ripresa convocata oggi per iniziare a discutere delle modifiche da presentare alla Commissione europea entro il 31 agosto prossimo.
Occorre rivedere gli obiettivi al 2026 anche per includere il capitolo RepowerEu, ossia le risorse aggiuntive per affrancarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia.
Quella di oggi sarà una riunione interlocutoria per un esame preliminare della proposta di revisione, che arriva dopo le modifiche ai traguardi per ottenere la terza e la quarta rata già concordati con Bruxelles e inviati alla Ue per l’ok finale.
Ma la riorganizzazione del Mef tocca soprattutto la nascita del dipartimento Economia.
Sotto il nuovo dipartimento, oltre alle partecipate ricadranno ad esempio le garanzie pubbliche e la vigilanza sulle fondazioni bancarie o ancora la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
La nomina del futuro dg sarà fatta soltanto una volta pubblicato il regolamento in Gazzetta Ufficiale.
Tra le ipotesi circolate spicca il nome di Marcello Sala.








