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Marco Piuri (ad Trenord): «All’estero lo Stato sostiene i servizi pubblici»

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Alle aziende che offrono servizi pubblici, danneggiate finanziariamente dal Covid-19, “il Governo britannico ha subito detto: il rischio commerciale è del Governo, non preoccupatevi di quanto incassate”.

Lo ha fatto notare l’amministratore delegato di Trenord Marco Piuri, parlando oggi con i cronisti a margine della nuova biglietteria di Trenord alla Stazione Centrale di Milano, sottolineando come in altri Paesi europei lo Stato si è accollato i costi di mancati ricavi di aziende statali, mentre in Italia no.

Nel quadro degli effetti del Coronavirus, osserva Piuri, “nessuno si pone il tema della sostenibilità finanziaria di alcuni servizi pubblici”. È chiaro, spiega, che come ente pubblico, in questo caso ferroviario, “se ho in circolazione tutti i treni e sto facendo tutti i servizi che facevo prima (della pandemia, ndr) e ottengo la metà degli incassi di prima, ho un problema”.

Per Piuri “nessuno si chiede mai quanto costa il servizio pubblico e chi lo deve pagare”, precisando, che fra l’altro, “c’è chi lo usa ma non lo paga, e infatti abbiamo livelli di evasione molto alti”. Inoltre, continua l’Ad di Trenord, “c’è un tema di contratto di servizio di collaborazione che è quello posto al Governo, visto che il fondo è a livello nazionale, al quale oggi si sta chiedendo di compensare i mancati ricavi che non dipendono da una cattiva gestione dell’azienda, ma derivano da condizioni di forza maggiore”, ovvero la pandemia.

Piuri osserva infatti che “c’è una norma europea che dice che chi fa servizio pubblico deve avere il contratto in equilibrio economico-finanziario, per cui se scendono i ricavi da biglietto per motivi rilevanti, devono essere compensati. In altri Paesi europei il sistema ha dato risposte più veloci”.

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