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Pil: verso un rallentamento della crescita globale nel 2026. L’Italia sotto la media dell’Eurozona | Lo scenario di Istat

L’inizio del 2026, con le tensioni che stanno interessando Venezuela e Iran, “è stato segnato da nuovi focolai di instabilità” che potrebbero validare “le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso”.

Nella sua nota di aggiornamento sull’andamento dell’economia italiana, relativa a novembre-dicembre 2025, l’Istat parte dalle novità degli ultimi giorni in campo internazionale per fare il punto sulla situazione dell’economia italiana e globale.

Novità che potrebbero mettere in discussione i progressi fatti negli ultimi mesi del 2025, quando secondo l’Istat “l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse” – quindi la fine della fase ‘shock’ legata ai dazi statunitensi – erano riusciti “a ridurre l’incertezza e a favorire la liquidità, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita globale”.

Un contesto negativo che potrebbe riverberarsi negativamente anche sulle stime per l’economia italiana, che già nel terzo trimestre, sottolinea l’istituto di statistica, è cresciuta a un ritmo più lento rispetto a quello dell’Eurozona, rispetto a cui “si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area”.

D’altro canto, l’inflazione nel 2025 nel nostro Paese (+1,7%) è inferiore a quella dell’area euro (+2,1%), dato confermato anche per quanto riguarda il mese di dicembre (+1,2% contro +2%), mentre sul fronte occupazionale, nonostante il rallentamento dell’economia, il numero dei lavoratori tra settembre e novembre è aumentato di 66mila unità.

Sul fronte del commercio, l’Istat registra invece una dinamica congiunturale “nel complesso modesta” nel trimestre agosto-ottobre 2025, con un +0,3% per l’export e un +0,2% relativo all’import, a fronte di “un incremento tendenziale del 3,4% per le esportazioni e del 3,7% per importazioni nazionali”.

Si registra in particolare, all’interno di questo quadro, un boom per il settore farmaceutico, con l’export cresciuto del 33,7% annuo tra gennaio e ottobre 2025 e una produzione industriale del settore pari al +1,6% annuo.

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