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Pierpaolo Sileri (Sottosegretario alla Salute): «Pagheremo tutti l’errore di Milano. Adesso riapriamo le Rsa ai parenti»

«Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. Quelle persone hanno dimostrato di non avere un briciolo di buon senso. Vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio». Lo afferma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervistato da Federico Capurso per La Stampa.

Riguardo le ripercussioni che l’episodio potrebbe avere sull’andamento dei contagi a Milano, Sileri commenta: «se c’erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio. Quanti, potremo dirlo solo tra due settimane». Possiamo affidarci alla statistica per fare una previsione? «Sì, ma del rischio, non dei possibili contagi. Sappiamo che l’incidenza in Lombardia è di circa 14 casi ogni 10 mila abitanti. Se in piazza Duomo c’erano 30 mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive. Quante ne abbiano infettate, a loro volta, difficile dirlo. Dipende dalla loro attenzione alle misure di sicurezza, come mascherina e distanziamento».

«Per altro – prosegue – in piazza non c’erano solo milanesi. Ci sarà stata gente arrivata da Varese, Cremona, Pavia e altri comuni vicini. Parlerei quindi di possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano».

La festa scudetto dell’Inter era ampiamente prevedibile. La prefettura e il ministero dell’Interno hanno delle responsabilità? «Direi di no. Le forze dell’ordine hanno controllato, nei limiti del possibile, e sono riuscite a non far proseguire i festeggiamenti oltre l’orario del coprifuoco. L’alternativa era la zona rossa per un giorno in tutta Milano, ma i tifosi avrebbero fatto in modo di vedersi in qualche comune vicino o alle porte della città. E magari in spazi meno ampi di quelli di piazza Duomo, quindi ancora più pericolosi».

Nell’intervista, Sileri si sofferma anche sulle Rsa, definendo un suo «cruccio» il fatto che non sia ancora permesso ai parenti di visitare gli anziani. «Oggi nelle Rsa il 94,4% degli ospiti ha ricevuto la prima dose di vaccino e l’80% ha la seconda dose, compreso il personale – sottolinea -. Non vedo rischi allo stato attuale. Con ingressi contingentati, una lista a rotazione e tamponi all’ingresso, non vedo perché non dovrebbero riaprire le visite ai parenti. Ho sollecitato più volte e l’ho detto anche a Rezza».

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