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Pierpaolo Bombardieri (Segretario Generale UIL): «No a ridimensionamento del ruolo dell’Ispettorato nazionale lavoro»

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Pierpaolo Bombardieri, segretario generale UIL, ha pubblicato online una dichiarazione sulla nomina del magistrato Bruno Giordano a capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro: “La nomina del magistrato Bruno Giordano a capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro è stata un’ottima notizia che, però, rischia già di essere offuscata. Un emendamento parlamentare al decreto legislativo in materia di disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale prevede, infatti, che “l’Inps e l’Inail continuino a esercitare le attività ispettive nelle materie di rispettiva competenza”.

Se passasse questa richiesta, è del tutto evidente che il ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro risulterebbe già, in partenza, notevolmente ridimensionato e la sua efficacia, soprattutto nel contrasto agli infortuni sul lavoro, sarebbe compromessa. Noi crediamo che l’impegno per affermare il principio di “Zero morti sul lavoro” passa anche attraverso la capacità di coordinare e ricondurre a unità gli interventi necessari a far prevalere questa logica. Il percorso inverso sarebbe una contraddizione in termini rispetto alle ragioni che hanno indotto alla creazione dell’Ispettorato nazionale. Chiediamo, dunque, coerenza: si consenta al neo Direttore Capo di poter svolgere la sua preziosa funzione così come è stata ideata, nel rispetto della vita delle lavoratrici e dei lavoratori e della dignità del lavoro”. 

Inoltre, con riferimento allo sciopero dei lavoratori GKN a Firenze, ha aggiunto: “Tutta la Uil è al fianco dei lavoratori della GKN che oggi scioperano a Firenze in difesa del proprio lavoro. Per la Uil è imprescindibile il rispetto delle persone, di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori e per questo continueremo a batterci. Chiediamo al Governo di insediare subito la cabina di regia per monitorare il rispetto dell’intesa raggiunta lo scorso 29 giugno e per evitare, quindi, che le aziende decidano unilateralmente di licenziare senza aver utilizzato gli strumenti messi a disposizione dall’avviso comune. Inoltre, bisogna impedire che le multinazionali fruiscano di tutti i benefici e di tutte le agevolazioni per il loro insediamento e, poi, scappino via alla ricerca di migliori condizioni. Bisogna fare una scelta di civiltà economica: il solo profitto non può prevalere sulla dignità delle persone e sul valore del lavoro”.

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