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Per fare aggregazioni le imprese sono chiamate a un salto culturale | L’intervento di Francesco Gatto, responsabile area finance e direttore master in finance Cuoa Business School

Il processo di evoluzione dell’impresa deve seguire un percorso con regole e presupposti ben definiti che devono essere rispettati per non incorrere in serie conseguenze.

Troppo spesso certe scelte sono state rimandate e le imprese si sono fermate nella convinzione che «piccolo è bello», un modello non più sostenibile e che ormai mostra le sue debolezze nell’attuale congiuntura, soprattutto se non si riescono a creare meccanismi di collaborazione di rete.

L’attuale scenario economico e competitivo, su scala mondiale, rende infatti inevitabile per le imprese porsi un obiettivo di crescita dimensionale.

L’impresa non può più permettersi di rimanere immutata né dal punto di vista dei volumi, né da quello dell’organizzazione.

In una fase storica che pone in discussione la tenuta dei modelli di business delle imprese e che vede un potenziale stimolo allo sviluppo grazie anche alle risorse del Pnrr.

Crescere significa creare valore e ci sono due opzioni per crearlo: la crescita per linee interne (organica) oppure la crescita per linee esterne attraverso operazioni di aggregazione (m&a).

La seconda è certamente la più efficace per fornire una risposta forte e decisa al limite costituito dal livello dimensionale d’impresa.

Si tratta però una strada complessa che va pianificata e preparata, e di fronte alla quale l’impresa dovrebbe porsi alcune domande chiave: la crescita per linee esterne è una valida opzione strategica nel contesto specifico dell’impresa?

È un’opzione obbligata per rimanere competitivi?

L’impresa possiede le necessarie competenze per affrontare la crescita per linee esterne?

Come individuare l’azienda target e quali benefici/sinergie sono ipotizzabili con la crescita per linee esterne?

Di fatto il m&a financing è un vero e proprio percorso sartoriale ed è fondamentale la capacità dell’impresa (e del cfo in particolare) nel muoversi per tempo sfruttando anche le crescenti opportunità che il mercato finanziario e dei capitali offre, sapendo precostituire all’occorrenza e in tempi rapidi la dotazione di risorse necessarie per cogliere le opportunità di crescita che si possono presentare.

Crescere attraverso operazioni di m&a richiede, quindi, un salto culturale dell’impresa, una nuova prospettiva che pone precise sfide manageriali e richiede adeguate competenze: visione e pianificazione strategica, cultura organizzativa (e di governance in particolare), competenze finanziarie, legali, fiscali e soprattutto capacità di gestire e vivere il cambiamento, di saper promuovere una cultura aziendale aperta nei confronti delle controparti con una vera condivisione di idee e progetti.

Uno dei fattori abilitanti alla crescita è certamente costituito dalla governance, la cui importanza aumenta sensibilmente nelle fasi di cambiamento e discontinuità (quali sono le fasi di sviluppo dimensionale).

Per governance non intendiamo solo le regole giuridiche e societarie d’impresa, ma, soprattutto, quelle procedure, quei modelli e meccanismi operativi di cui le aziende si devono dotare per sviluppare un’organizzazione funzionale al raggiungimento degli obiettivi di business.

Per crescere serve infatti solidità strutturale, non solo numerica.

E perché questa vi sia, occorre appunto implementare organizzativamente adeguati modelli di governance e controllo, di monitoraggio e di previsione dei rischi.

Ritorniamo pertanto a un punto cruciale: la crescita per linee esterne va guidata e non subita e il ruolo del capitale umano è fondamentale.

In assenza di una solida cultura manageriale e competenze diffuse è difficile immaginare un vero salto di qualità e di prospettiva nei processi di sviluppo dimensionale delle aziende.

Senza tali ingredienti, avviare un’operazione di crescita tramite operazioni di M&A equivale molto probabilmente a un insuccesso.

Lo sviluppo dimensionale non può prescindere da una crescita culturale dell’impresa, coerente con il nuovo assetto e i nuovi modelli di business.

È fondamentale adottare un approccio strategico, altamente proattivo e assolutamente disciplinato con rigore e metodo.

Ed è un approccio trasversale e di squadra che vede protagonisti il vertice aziendale e la prima linea di management.

In questo percorso di crescita, l’opzione dell’apertura al mercato dei capitali può rappresentare un tema di riflessione significativo per il sistema delle imprese.

Non è una strada obbligata, ma è certamente una strada che può generare nelle imprese maggiore consapevolezza, disciplina, organizzazione, metodo: tutte componenti indispensabili per definire e attuare una strategia di crescita con visione, consapevolezza ed equilibrio.

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