“È a Roma che sono radicate le istituzioni centrali del Paese ed è quindi nella Capitale che si possono formare le eccellenze per le istituzioni”. Lo afferma, in un’intervista al Messaggero, Paola Severino, giurista, ministro della Giustizia nel governo Monti e ora vicepresidente dell’università Luiss, secondo cui “gli atenei di Roma sono una fucina di talenti per la Pubblica amministrazione.”
“Se sapremo sfruttare bene i fondi che ci verranno assegnati – aggiunge Severino -, monitorando la correttezza delle procedure di spesa, lasceremo un’eredità di interventi strutturali capaci di risanare l’economia italiana, compensando il debito che graverà sui nostri figli e sui nostri nipoti. La giustizia avrà un ruolo fondamentale per assicurare che le risorse del recovery fund vengano correttamente destinate e utilizzate”.
“Il nostro Paese – continua l’ex Guardasigilli – si appresta ad affrontare la più grande crisi economica dal dopoguerra, contraendo un immenso debito. È vero che questo debito viene erogato a interessi pari o vicini allo zero e rappresenterà, se speso bene, un’incomparabile occasione per la ripresa della nostra economia. Ma è altrettanto vero che il peso della restituzione graverà sui nostri figli e nipoti. Dobbiamo avere la consapevolezza che i sussidi, pur necessari nel momento di massima crisi per aiutare le famiglie più bisognose e le imprese maggiormente danneggiate dalle conseguenze della pandemia, rappresentano solo un pronto soccorso emergenziale. Per consentire ai nostri ragazzi di contare su risorse stabili è necessario progettare rimedi strutturali e riforme innovative”.
“I benefici che possono ricevere gli studenti universitari da questa vicinanza sono tanti” dice ancora Severino. “Penso alla possibilità di frequentare la Corte di Cassazione o la Corte Costituzionale per lo svolgimento di stage programmati. Oppure alla possibilità di avere tra gli insegnanti nei corsi di specializzazione sulla sicurezza informatica i rappresentanti delle istituzioni centrali che ne tracciano il percorso. O ancora alla opportunità di accedere, sulla base di accordi stipulati con il ministero dell’Interno e con il ministero della Giustizia, nei dipartimenti e nelle direzioni, per comprendere i complessi meccanismi che governano la gestione di vertice degli apparati dello Stato. O infine alla possibilità di fruire di stage presso le Commissioni giustizia o affari costituzionali della Camera e del Senato per meglio comprendere il complesso meccanismo di formazione ed approvazione delle leggi”.
”Da anni la Francia – sottolinea – ha collocato la più prestigiosa scuola di formazione pubblica, l’Ena, a Parigi, proprio ritenendo che l’alta burocrazia di un Paese vada formata, con caratteristiche di eccellenza, nella Capitale in cui risiedono le Istituzioni pubbliche centrali. È tempo che le Università romane si pongano tra gli obiettivi principali quello di contribuire al reclutamento delle nuove generazioni per la creazione di un modello di amministrazione pubblica snello, meno burocratico e più moderno. Si tratta di un compito formativo essenziale per lo sviluppo economico del Paese, dal momento che un buon modello di imprenditoria privata richiede un adeguato livello di interlocuzione con istituzioni pubbliche capaci di comprenderne e valutarne le esigenze”.
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