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Palazzo Chigi assicura: non usiamo il Pnrr per armi e munizioni | Lo scenario

Palazzo Chigi assicura: «l’Italia non intende usare i fondi del Pnrr per produrre armi», bloccando con poche parole i rumors su un eventuale scontro all’interno della maggioranza circa l’ipotesi avanzata giorni fa dal commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton. Ipotesi che era stata già accolta con una vigorosa protesta dei Cinque Stelle e dalla freddezza dalla Lega.

Tuttavia, sul tema più generale delle armi, le stesse fonti aggiungono che «l’Italia, in coordinamento con gli alleati, sostiene l’Ucraina sul piano politico e militare. Il Governo è favorevole al rafforzamento della capacità dell’industria della Difesa europea» spiegano «anche nell’ottica di una maggiore autonomia strategica della UE. L’Italia è favorevole ad un uso flessibile dei fondi europei, compresi quelli del PNRR, ma quest’ultimo è uno strumento di investimento strategico e non un veicolo per finanziare la produzione di munizioni o armamenti».

Sarà dunque questa, spiegano ancora le stesse fonti, la posizione che il Governo italiano terrà nel corso del negoziato sulla proposta Act in Support of Ammunition Production (ASAP) presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea che, in ogni caso, prevede il ricorso ai fondi PNRR come una possibilità rimessa alla discrezionalità dei Governi e non come un obbligo.

Ma armi a parte, resta ancora aperto il tema della terza tranche dell’intero Pnrr. La portavoce dell’esecutivo Ue, Veerle Nuyts, durante l’incontro quotidiano con la stampa, ostenta prudenza: «Al momento i lavori per la valutazione» di questa terza rata per l’Italia da parte della Commissione europea «sono ancora in corso». Bruxelles – aggiunge – sta intrattenendo «scambi costruttivi con le autorità italiane» che, «ove necessario, forniscono informazioni complementari», evidenziando che «non è raro prendere tempo oltre la scadenza indicativa, com’è accaduto» per i pagamenti a «Lussemburgo, Romania e Slovacchia».

«Comunicheremo la conclusione della nostra valutazione quando ci arriveremo», ha aggiunto. Nel frattempo, prosegue senza sosta il lavoro del ministro Raffaele Fitto che da Palermo annuncia «entro agosto la rimodulazione del Pnrr». «Finora» aggiunge a un convegno della Cna «i numeri ci dicono che non ci sono quantità e qualità della spesa. Il governo ha ben chiaro il quadro di insieme e sta lavorando per realizzare quelle spese che incidono strutturalmente sul Mezzogiorno di Italia».

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