«Sarebbe ipocrita negare che ci sono dei problemi. A questo punto tutti insieme dobbiamo decidere se vogliamo risolverli, o continuare a usarli per una competizione interna alla coalizione». Così il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, intervistato su Repubblica da Giovanna Vitale, in merito ai richiami inviati dai Dem al premier per una maggiore collegialità.
«Quelli che erano limiti trascurabili prima della pandemia assumono oggi una dimensione più rilevante. Un certo doping comunicativo, un certo grado di accentramento rischiano di diventare ostacoli più che strumenti. Per questo dobbiamo stabilire un metodo quanto più possibile collegiale e inclusivo».
Rispetto al mancato confronto con il premier Conte prima della presentazione della proposta di introdurre la task force per la gestione dei 209 miliardi di fondi Ue afferma: «Lo dice la Costituzione che la responsabilità di coordinamento è in capo al Presidente del Consiglio. In una fase così delicata in Cdm non possono arrivare norme su cui non è maturato il necessario consenso. Gli strappi bisogna prevenirli, ricucire è più difficile. Naturalmente il presupposto è anche che ci sia collaborazione da parte di tutti».
Alla domanda se lo smarcarsi e l’assumere decisioni autonome non risponda da tempo ad un modus operandi del premier, infine risponde: «Non credo sia un metodo, vorrebbe dire che c’è un disegno. La mia impressione è che questo sia il frutto di un ingolfamento: Conte prova a concentrare su di sé il vaglio di molto, forse di troppo».
«Ritengo necessario individuare intorno a Conte figure di più stretto raccordo con la maggioranza: non mi riferisco a ministri, ma a ruoli di staff. A una situazione straordinaria come quella che si è determinata deve corrispondere un’organizzazione nuova».
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






