“La dimensione unica di questa crisi richiede risposte e strumenti nuovi, non adattamenti di vecchi modelli: quello che oggi cambia e costituisce la vera novità è l’evoluzione del concetto di comunità e di responsabilità aziendale”.
Lo afferma Francesco Milleri, amministratore delegato di Luxottica, la società operativa del gruppo dell’occhialeria attiva anche dopo la fusione con i francesi di Essilor, commentando il lancio del nuovo programma di prevenzione aziendale anti Covid-19.
“E’ una responsabilità che si ampia a tutelare l’intero sistema sociale ed economico di riferimento: deve cambiare il ruolo delle aziende per la loro stessa sopravvivenza come dovrà evolvere e adattarsi a questa nuova realtà il ruolo dello Stato, della politica e delle Organizzazioni Sindacali”, aggiunge Milleri, secondo il quale “solo la convergenza di modelli organizzativi innovativi, tecnologie digitali, nuova legislazione del lavoro e adeguati meccanismi di stimolo dell’economia potranno garantire una solida risposta a questa crisi globale”.
Tamponi gratis a tappeto per i 15mila dipendenti, estendibili ai famigliari. ‘Badge di prossimità’ per evitare contatti troppo ravvicinati.
Un algoritmo di proprietà che manterrà una banca anonima dei contatti e che servirà quando dovesse emergere un caso positivo per tracciare i possibili contagiati. E’ il programma anti-Covid di Luxottica, che verrà coordinato dall’equipe del professor Crisanti, con il gruppo dell’occhialeria che, in intesa con i sindacati, ha confermato anche l’integrazione al 100% dello stipendio per chi proseguisse nella cassa integrazione.
Il nuovo badge, che verrà sperimentato nello stabilimento ‘storico’ di Agordo, contiene un sensore digitale che segnala il superamento delle distanze e che invierà in modo anonimo senza geolocalizzazione il dato del contatto a un database centrale.
Un piano che nasce sotto il patrocinio del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova e del laboratorio di Microbiologia e virologia Università/Azienda Ospedale di Padova guidato dal professor Andrea Crisanti, con un nuovo laboratorio, avviato con il contributo di 1,5 milioni della Fondazione Leonardo Del Vecchio e che potrà gestire fino a 40mila tamponi al mese.
“Potremo tenere sotto controllo i punti più vulnerabili della cintura di protezione dell’azienda e intervenire preventivamente”, commenta Crisanti, secondo il quale “questo approccio potrà contribuire all’emersione e a una migliore comprensione del fenomeno degli asintomatici, critico per tutto il sistema sanitario”.
Il piano sarà esteso progressivamente alle sedi Luxottica nel mondo, con l’azienda che, per mappare il livello di esposizione, chiederà ai lavoratori di aggiornare le informazioni per classificare contesti e comportamenti a rischio, da incrociare con altre variabili, come i dati epidemiologici dei comuni di residenza. La distanza minima prevista è di un metro e mezzo e ogni dipendente sarà identificato da un codice crittografato che genererà la cronologia dei contatti ravvicinati sul luogo di lavoro.
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