Giuliano Ferrara sul Foglio firma un articolo contro il dogmatismo e a favore della libertà di pensiero: “Per quattro decenni (dopo l’abbandono del comunismo ndr) i miei nuovi amici, da Aron a Popper, mi hanno spiegato le virtù infinite del dubbio, cuore e anima di ogni pensiero critico.
Alla nuova filosofia della congettura e della confutazione, del fallibilismo, della verifica in termini di fatto, dell’esperienza, del metodo rigidamente improntato alla flessibilità etica e epistemologica del dubitare su tutto e di tutto, ma non di tutti, ché al mondo ci sono anche amicizia e amore – scrive Ferrara – mi sono conformato da vero conformista, da neofita di un liberalismo debole e acquisito.
Incorporata l’idea che il dubbio sia il sale della terra, per via di una lettera di Orazio a Massimo Lollio, in cui lo invitava a essere saggio a costo di sprofondare nella medietà o mediocrità del dubbio, con la famosa formula Sàpere àude, poi trasformata da Kant nel simbolo illuminista dell’autonomia critica, osare servirsi della propria intelligenza, non dipendere da nessun dogma e limitarsi a conoscere ciò che si può conoscere con certezza, sempre dopo aver dubitato di ogni cosa, ho accettato il primato umano e divino del dubbio nel pensiero.
Nel frattempo – sottolinea Ferrara – deve essere successo qualcosa perché una persona che è degna di stima come Ezio Mauro su Repubblica ha degradato il dubbio, anzi il Grande Dubbio, a una forma di fanatismo ai limiti del negazionismo climatico, tale da far correre al pianeta seri rischi di sopravvivenza.
In più, si desume da tutto il ragionamento a sorpresa, il dubbio è meloniano, larussiano, abascaliano, lepenista, salviniano, magari trumpiano, è costitutivamente di destra, conservatore se non reazionario, e serve a minare la certezza della scienza, il ruolo delle classi dirigenti, ha una natura populista intrinseca, si sposa bene con gli affari propri, gli interessi meschini e particolari.
E così, dopo un’intera vita spesa a emendarmi dalla certezza maestosa e metafisica del platonico e giovanpaolino ‘splendore della verità’ o ‘veritatis splendor’, eccomi tornato in compagnia di Mauro all’articolo 10 (dell’antica tessera del Pci ndr): ‘Difendere il partito da ogni attacco’.
In questo caso – conclude – il partito preso.
Il succedaneo del comunismo, l’ambientalismo apocalittico”.
Per saperne di più:

La rabbia di quei giovani tagliati fuori dalla società dei consumi | L’analisi di Don Claudio Burgio...

Ilija Srdanovic, cardiologo e capolista del movimento degli studenti in Serbia, indica la sua priori...

I professionisti risorsa strategica per il Paese | L’analisi di Marco Natali

Philippe Van Parijs, professore di Economia politica: “Reddito di base e tasse sulle grandi eredità ...

Sergio Nicoletti Altimari, vice dg della Banca d’Italia: “Serve cooperazione per ridurre gli squilib...









